Cubano manda messaggio a Trump da Cuba: "Se non vieni, ti cercherò"



Cubano nell'isolaFoto © @miguelylasgallinas / TikTok

Un cubano conosciuto su TikTok come 'Miguel y las gallinas' ha inviato un messaggio diretto a Donald Trump dall'isola stessa, con la disinvoltura e il sarcasmo tipici dei cubani: se il presidente statunitense non si fa vivo, sarà lui stesso a andarlo a cercare.

Nel clip di 43 secondi pubblicato sabato scorso, Miguel avverte Trump in un inglese colloquiale con il suono delle galline in sottofondo: 'Trump, se non vieni, ti cercherò. Non pensare che, con il passare del tempo, ti dimentichino. Nessuno qui ti ha dimenticato e tutti sono attivi'. La minaccia, espressa con un sorriso, non lascia dubbi sullo stato d'animo nell'isola.

'Tutti sono attivi in attesa del giorno', conclude Miguel, prima di chiudere con una riflessione filosofica che ha senso solo a Cuba: 'Questa gente sa ciò che sanno i galli. I galli sanno, eh. Va bene, non dimenticare, devo andare a cercarne molti'.

Il video non è un caso isolato. Dal gennaio 2026, quando Nicolás Maduro è stato catturato dalle forze statunitensi in Venezuela, i cubani si sono chiesti ad alta voce —e con umorismo— se Cuba sarebbe 'la prossima'. Questo ha scatenato un'ondata di clip virali su TikTok dove i connazionali dentro e fuori dall'isola si rivolgono a Trump con una miscela di supplica, sarcasmo e scherno.

La cubana @___eli85 è stata una delle prime a diventare virale, dicendo a Trump: 'Non tardate ad arrivare, vigliacco, qui vi aspetto all'Avana'. L'umorista Sergio Barrios, conosciuto come 'El Explotao', ha avuto una conversazione seria con una figura di cera del mandatario chiedendogli di catturare Díaz-Canel per 'petrolio nascosto'. E il comico Javier Berridy ha parodiato una chiamata tra Raúl Castro e Trump che ha accumulato milioni di visualizzazioni.

Il senso dell'umorismo non manca: Cuba sta attraversando una grave crisi energetica e alimentare, con blackout che superano le venti ore giornaliere, scarsità di cibo e medicine, e proteste sociali. Il governo di Díaz-Canel, privato del petrolio venezuelano dopo la caduta di Maduro, ha confermato a marzo l'inizio di colloqui con l'amministrazione Trump per cercare soluzioni.

Il giorno stesso in cui Miguel ha pubblicato il suo video, Trump ha dichiarato al Vertice del FII a Miami che 'Cuba sarà la prossima una volta che si risolveranno i conflitti' in Medio Oriente, anche se ha chiesto ai media di ignorare la frase. Il segretario di Stato Marco Rubio, da Parigi, è stato più diretto: 'L'economia deve cambiare, e non può senza cambiare il sistema di governo'.

Il nome 'Miguel e le galline' aggiunge, senza volerlo, un ulteriore strato di ironia: le galline sono una risorsa rarissima nella Cuba del 2026, il che trasforma il profilo in un piccolo ritratto della realtà dell'isola. Questo lunedì, Trump ha previsto il crollo del regime cubano e ha assicurato che gli Stati Uniti saranno lì per 'aiutarlo', il che promette ulteriore materiale per i prossimi video.

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Redazione di CiberCuba

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