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L'accademico Jorge Piñón, uno dei più citati esperti sul sistema energetico cubano, ha insistito sul fatto che i recenti collassi totali del Sistema Electroenergético Nazionale (SEN) non sono stati causati tecnicamente dalla mancanza di combustibile, ma dalla disconnessione di unità di generazione nelle termolettriche che operano con greggio cubano e dalla fragilità del design di interconnettività del sistema stesso.
L'affermazione è stata ripresa pubblicamente dalla giornalista Nora Gámez Torres, redattrice del Nuevo Herald e del Miami Herald, che ha sottolineato che, sebbene il deficit di carburante aggravi la crisi, non spiega da solo il crollo della rete elettrica.
"Il collasso totale del SEN ieri sabato è stato causato dalla disconnessione di una delle unità di generazione della termoelettrica di Nuevitas. Non per mancanza di combustibile!", ha affermato Piñón.
In quella stessa dichiarazione, ha sostenuto che “il design dell'interconnettività del sistema di generazione delle termoelettriche è l'unica causa dei sette blackout totali che Cuba ha avuto negli ultimi 16 mesi”.
La tesi dell'esperto introduce un aspetto chiave nel dibattito sulla crisi energetica nell'isola.
Piñón ha riconosciuto che la scarsità di diesel per i gruppi elettrogeni "aggrava la situazione", ma ha sottolineato che questa non è stata la causa tecnica dei due collassi totali verificatisi nelle ultime settimane.
Secondo la sua spiegazione, le centrali coinvolte operano con petrolio cubano e ha affermato di non essere riuscito a documentare "neppure un singolo commento ufficiale" dell'Unione Elettrica (UNE) che indicasse che una di queste unità si fosse disconnessa per mancanza di quel combustibile.
Qual è la spiegazione?
Nora Gámez ha riassunto questa posizione con un avvertimento rivolto al dibattito pubblico: “Non credo sia così difficile accettare due fatti contemporaneamente: il blocco petrolifero è dannoso, ma non è la spiegazione tecnica del collasso della rete elettrica a Cuba”.
Quella formulazione distingue tra il contesto generale di scarsità energetica che colpisce il paese e il causa tecnica specifica dei blackout di massa.
L'argomento di Piñón punta direttamente alla vulnerabilità strutturale del SEN.
Según l'esperto, il problema fondamentale è in come sono collegate le centrali termoelettriche tra loro e nella fragilità di quella architettura di generazione e interconnessione.
Da questa prospettiva, una sola disconnessione rilevante —come quella menzionata a Nuevitas— può provocare una reazione a catena in grado di affondare completamente il sistema nazionale.
L'insistenza dello specialista si verifica proprio quando le autorità cubane avevano annunciato la riconnessione del SEN da Pinar del Río a Santiago di Cuba, dopo una caduta generale avvenuta sabato.
Tuttavia, quella riconessione non si è tradotta in un miglioramento reale per la popolazione. Poco più di un giorno dopo il ripristino del collegamento nazionale, i blackout continuavano a colpire in modo massiccio tutto il territorio.
Un deficit severo
La stessa UNE ha riconosciuto che, nonostante sia riuscita nuovamente a ripristinare l'interconnessione, persisteva un grave deficit nella generazione.
Questo lunedì, alle 06:00, la disponibilità del sistema era di 1123 megawatt a fronte di una domanda di 2070 megawatt, il che ha provocato un'influenza di 950 megawatt. A mezzogiorno si stimava un'influenza di fino a 1100 megawatt.
Il panorama previsto per l'orario di punta notturno era ancora più critico.
Secondo i dati ufficiali citati nel documento, con una disponibilità stimata di 1223 megawatt e una domanda di 3050 megawatt, il deficit raggiungerebbe i 1827 megawatt, con un impatto calcolato di 1857 megawatt.
Quei numeri riflettono che, anche con il sistema di nuovo collegato, la capacità di generazione rimaneva ben al di sotto delle necessità del paese.
Le autorità hanno attribuito la crisi a una combinazione di guasti in diverse centrali termoelettriche chiave —tra cui unità a Mariel, Santa Cruz, Felton e Antonio Maceo— e a manutenzioni programmate in altre strutture.
A ciò si aggiungevano limitazioni nella generazione termica che lasciavano fuori servizio oltre 500 megawatt. Questo quadro ufficiale conferma l'esistenza di profondi guasti nell'infrastruttura, sebbene il testo indichi anche che nella spiegazione pubblica appare ripetutamente il riferimento alla mancanza di carburante.
Piñón ha messo in discussione proprio questa generalizzazione. Nella sua dichiarazione, ha ironizzato sul fatto che ora sembra che “tutti i ‘problemi’ di Cuba degli ultimi vent'anni siano stati causati dalla ‘mancanza di combustibile’, a causa del blocco navale degli Stati Uniti che impedisce l’ingresso del petrolio a Cuba”.
Di fronte a quella narrativa, ha ribadito che “la ‘carenza di combustibile’ non è la causa delle disconnessioni delle centrali termoelettriche che operano con greggio cubano”.
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