Il municipio habanero di Playa si consolida come uno dei focolai attivi di proteste nella capitale cubana, in mezzo alla crisi energetica che attraversa il paese, con ripetuti cacerolazos in diversi quartieri durante le ultime giornate.
Un nuovo episodio è stato recentemente segnalato a Buenavista, vicino alla strada 64, secondo un video diffuso dal giornalista indipendente José Raúl Gallego. Le immagini, registrate nel buio a causa dell'interruzione di corrente, non permettono di vedere cosa accade nei dintorni, ma il suono delle pentole battute conferma la continuità delle proteste nella zona.
"Mi inviano questo video da La Habana. Cacerolazo a Buenavista, Playa, vicino alla calle 64", ha scritto Gallego condividendo il materiale sui social media.
Questo rapporto rafforza un modello che si sta registrando sin dai primi di marzo, quando hanno cominciato a moltiplicarsi le manifestazioni notturne all'Avana dopo il crollo della centrale termoelettrica Antonio Guiteras. Da allora, Playa è passata dall'essere un punto secondario a far parte della mappa visibile del malcontento dei cittadini.
Uno dei precedenti più chiari è avvenuto il 10 marzo a Jaimanitas, sempre a Playa, dove si è svolto un cacerolazo contro i blackout che ha portato a l'arresto della giornalista indipendente Yunia Figueredo, successivamente rilasciata. Quel fatto ha segnato un punto di svolta nella visibilità del municipio all'interno dell'ondata di proteste.
Un altro episodio rilevante nel municipio è avvenuto il 9 marzo a Miramar, dove è stato segnalato anche un cacerolazo durante un blackout, come parte di diverse notti consecutive di proteste all'Avana.
Da allora, i report di cacerolazos in diverse zone di Playa suggeriscono una diffusione interna di queste manifestazioni, che non si limitano più a un solo quartiere.
La reiterazione di proteste in questo comune riflette l'impatto costante dei blackout, così come il crescente malcontento per la scarsità di cibo e la mancanza di risposte efficaci da parte del regime.
Nel contesto di proteste continue a L'Avana e in altre province, Playa si aggiunge così ai territori dove il malcontento si esprime in modo persistente, anche in condizioni di totale oscurità, come evidenziato dal video diffuso nelle ultime ore.
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