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Cuba ha lasciato alle spalle la fase di mera sopravvivenza economica per entrare in una fase di collasso che mostra già segni di emergenza umanitaria, secondo le testimonianze raccolte sull'isola in mezzo a una crisi sempre più profonda.
Patrick Oppmann, corrispondente capo di CNN a L'Avana con 14 anni di esperienza nel coprire il paese, ha detto a NPR che la situazione attuale segna un punto di svolta senza precedenti recenti.
Il giornalista assicura che lo scenario che vive l'isola è "completamente diverso" da crisi precedenti.
Oppmann descrive una realtà in cui ampi settori della popolazione trascorrono gran parte della giornata senza elettricità, il che influisce direttamente sulla conservazione degli alimenti, sull'accesso all'acqua e sulla mobilità.
In molte zone, specialmente al di fuori della capitale, i blackout possono durare per giorni interi.
Il collasso energetico ha trascinato con sé altri servizi essenziali.
La mancanza di carburante ha paralizzato i trasporti e ha impedito la raccolta dei rifiuti in diverse aree, causando accumuli che generano rischi sanitari.
A questo si aggiunge il deterioramento del sistema sanitario, dove la scarsità di risorse ed energia compromette l'assistenza medica. Anche i procedimenti basilari possono essere influenzati dalla mancanza di condizioni minime come elettricità o acqua corrente.
L'impatto si fa sentire anche nell'alimentazione. Con una refrigerazione limitata o inesistente, i cibi si deteriorano rapidamente in un contesto in cui procurarseli rappresenta già una sfida quotidiana per la maggior parte dei cubani.
Il giornalista avverte inoltre di un aumento della frustrazione sociale, riflessa in proteste notturne in alcune località, dove i cittadini esprimono il loro dissenso nonostante il rischio di rappresaglie.
In questo contesto, Oppmann sottolinea che la crisi ha cambiato natura.
Non si tratta più esclusivamente di difficoltà economiche, ma di un deterioramento strutturale che influisce su tutti gli aspetti della vita quotidiana e che avvicina il paese a una situazione di emergenza umanitaria.
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