Identificano il ferito nelle proteste di Morón: Il regime nega di aver sparato e diffonde una nuova versione di quanto accaduto

L'adolescente che è stato ferito (i) e il momento in cui il giovane è stato presumibilmente colpito da un proiettile (d)Foto © Collage reti sociali

Il regime cubano continua a negare che un manifestante sia stato ferito da un proiettile durante le proteste registrate nella notte di venerdì a Morón, Ciego de Ávila.

Nelle ultime ore è stata diffusa una nuova versione ufficiale su quanto accaduto, mentre circolano sui social video che sembrano mostrare il momento esatto del presunto sparo.

Según il Ministero dell'Interno (MININT), il giovane rimasto ferito durante i disordini avrebbe subito una caduta “in stato di ebbrezza” e si trova attualmente ricevendo assistenza medica presso l'Ospedale Generale Roberto Rodríguez, a Morón.

Tuttavia, quella spiegazione contrasta con le immagini diffuse su internet, che mostrano un ragazzo che si accascia dopo aver udito quello che sembra essere un colpo di pistola davanti alla sede municipale del Partito Comunista di Cuba (PCC).

Identificano l'adolescente

La narrativa ufficiale è stata rafforzata da profili legati all'apparato propagandistico del regime, che sui social media hanno identificato il giovane.

Il profilo ufficiale di Facebook Alejandro Noticias ha confermato che il ferito si chiama Kevin Samuel Echeverría Rodríguez e ha 16 anni.

In un post carico di discrediti contro i manifestanti, il profilo ha affermato:

“Durante i fatti VANDALICI avvenuti presso la sede del Comitato Municipale del Partito (...) uno dei vandali chiamato KEVIN SAMUEL ECHEVERRÍA RODRÍGUEZ è caduto accidentalmente dal cornicione dell'edificio mentre stava gettando materiali e beni statali affinché altri li bruciassero.”

Lo stesso messaggio insiste nel negare che ci siano stati spari mirati contro i manifestanti.

“Il presunto sparo è stato visto solo dall'ANORMALE che stava registrando il video. Perché come si può osservare, nessuno si è disperso”, aggiunge la fonte ufficiale.

Secondo quella versione, l'adolescente “non ha subito alcun danno alla salute” al di là di “lievi contusioni per la caduta” ed è attualmente detenuto dalle autorità.

La pubblicazione ha anche sottolineato che il giovane ha già responsabilità penale, citando il Codice Penale cubano:

“Ci ricordano specialisti del diritto che il VÁNDALO ha compiuto 16 anni, età alla quale, secondo il codice penale cubano vigente, acquista responsabilità penale.”

Il messaggio si conclude con un appello punitivo: “CHE CADA TUTTO IL PESO DELLA LEGGE CONTRO QUEI DELINQUENTI”.

Fonte: Cattura di Facebook/Alejandro Noticias Cuba

Il video che contraddice la versione ufficiale

L'esplicazione diffusa dai portavoce ufficiali contrasta con un video di circa sette minuti che circola ampiamente sui social media e che ha catturato i momenti più tesi delle proteste davanti alla sede del PCC a Morón.

Nella registrazione si vede un giovane situato molto vicino alla porta dell'edificio quando si sente chiaramente un colpo di pistola.

Il momento si verifica intorno al minuto 5:02 del video.

Dopo il fragore, il ragazzo si muove con difficoltà per alcuni metri e cade sul marciapiede.

Diverse persone che si trovavano nei pressi corrono subito in suo aiuto.

Nelle immagini si sente anche la reazione della persona che stava registrando: “Gli hanno sparato. Guarda, hanno sparato a uno e poi dicono che non sparano.

Secondi dopo, un gruppo di manifestanti solleva il giovane ferito e lo mette su un motorino per portarlo in ospedale.

Nel video si vede un ragazzo magro, con pantaloni corti scuri e il torso scoperto - aveva il pullover legato in testa - nel momento in cui riceve l'impatto, apparentemente sulla coscia.

Nonostante le prove audiovisive che circolano su internet, diversi media e portavoce legati al regime hanno insistito nel negare che siano stati sparati colpi contro i manifestanti.

Proteste nel mezzo della crisi

I rapporti sul giovane ferito sono emersi dopo le proteste avvenute venerdì notte a Morón, dove i residenti sono scesi in strada per manifestare contro i prolungati blackout, la scarsità di cibo e la profonda crisi economica che sta attraversando il paese.

Video diffusi sui social mostrano residenti che marciano per diverse zone della città mentre gridano "Libertà!" e fanno cacerolazos.

Durante i disordini, come mostrano varie registrazioni, è stata incendiata la sede municipale del Partito Comunista e sono state bruciate anche diverse biciclette utilizzate da agenti di polizia.

Un altro video mostra che la manifestazione si è spostata successivamente verso la stazione di polizia, dove donne e giovani si sono schierati davanti all'edificio mentre urlavano di nuovo “Libertà!”.

Le proteste avvengono in un contesto di crescente malessere sociale nell'isola, caratterizzato da prolungati blackout, scarsità di beni di prima necessità e un deterioramento generalizzato delle condizioni di vita.

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Redazione di CiberCuba

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