Vecini del rione Micro 9, nella zona degli edifici 300 - noti come "Vicoa" - nel distretto José Martí di Santiago di Cuba, sono scesi in strada nella mattina di questa domenica per protestare in mezzo a un prolungato blackout.
La tensione in Micro 9 è stata documentata con audio e messaggi dall'interno del quartiere, secondo quanto riportato dal giornalista Yosmany Mayeta Labrada.
I manifestanti hanno gridato slogan di "Abbasso la dittatura!" e "Libertà!", e hanno incendiato contenitori della spazzatura in strada, secondo quanto riportato da fonti a partire dai testimoni.
Mayeta ha sottolineato che le richieste andavano oltre la crisi energetica: "Non stavano chiedendo elettricità, anche se non avevano elettricità, non stavano protestando per l'acqua o il cibo, stavano urlando giù la dittatura e chiedendo libertà per il popolo cubano".
Le forze repressive hanno risposto con un'ampia operazione.
Si sono verificati diversi arresti, tra cui quello di un uomo conosciuto come "Rasta" o "Rastafari".
Sono arrivati i veicoli di pattuglia, i furgoni per il trasporto di detenuti, membri delle cosiddette "berritoni nere" e agenti della Sicurezza dello Stato in abiti civili con cani, che hanno bloccato gli accessi al quartiere.
Dall'interno del reparto sono arrivati audio che descrivevano la situazione: "La gente sta girando, la sicurezza tra Marial e Cohabita ferma le persone e controlla, la bestia civile e pattugliando con cani".
Alle 12:35 di questa notte, Mayeta ha ricevuto un messaggio che segnalava che una minorenne era stata aggredita mentre difendeva suo padre durante il suo arresto, e che anche una donna incinta era stata colpita durante l'intervento della polizia.
Di fronte al timore che le proteste si diffondessero, la sede del Partito Comunista Provinciale in Plaza de Marte è stata militarizzata d'urgenza.
Beatriz Johnson Urrutia, Prima Segretaria del PCC a Santiago di Cuba, ha convocato d'urgenza le massime autorità del Ministero dell'Interno.
Secondo Mayeta, temevano che le proteste, come è già successo a Morón, Ciego de Ávila, arrivassero alla sede del partito.
Il giornalista ha anche riferito che "sono state ridotte le armi lunghe presso le stazioni di polizia di Santiago di Cuba, tra cui quella molto vicina alla località di Micro 9."
Le autorità hanno inoltre spento la musica nel parco dei Chicharrones e nel quartiere Ferreiro per evitare assembramenti di giovani.
Lo quanto accaduto a Santiago si inserisce in una ondata di proteste che sta colpendo Cuba dall'inizio di marzo, scatenata dal collasso della centrale termoelettrica Antonio Guiteras all'inizio di questo mese.
Il precedente più immediato è stata la notte di venerdì su sabato a Morón, Ciego de Ávila, dove i manifestanti hanno assaltato e danneggiato la sede municipale del Partito Comunista, bruciato mobili e biciclette della polizia, e si sono scontrati con le forze dell'ordine.
Díaz-Canel ha risposto con un avvertimento: "Per il vandalismo non ci sarà impunità".
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