Tra “perfezionare il socialismo” e “uscire dal buco”: Il dilemma sollevato dalle voci del governo cubano

Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © CiberCuba / Grok

Video correlati:

Recenti riflessioni di intellettuali e comunicatori legati all'ecosistema culturale del regime cubano stanno rivelando un dibattito sempre più visibile all'interno del'ufficialismo: come affrontare la crisi strutturale del paese e quale futuro può avere il modello nato dopo il 1959.

Due testi diffusi sui social media nell'ultima settimana —uno dello storico Fabio Fernández Batista e l'altro della giornalista Milena Recio— riflettono quel momento di introspezione in settori tradizionalmente associati al discorso istituzionale.  

Sin mettere in discussione direttamente il sistema politico, entrambi sollevano interrogativi che puntano a un dilemma sempre più evidente: riformare il modello per preservarlo o assumere che il paese ha bisogno di qualcosa di più profondo per uscire dalla crisi attuale

Il primo di quei è stato pubblicato dal giornalista e agente della Sicurezza dello Stato, Manuel David Orrio, e riporta parole di presentazione di Fernández Batista per un numero speciale della rivista Temas, dedicato al centenario della nascita di Fidel Castro.

In esso si riconosce apertamente che Cuba attraversa "circostanze molto complesse", risultato sia di fattori interni che di pressioni esterne.

Al di là del consueto riferimento alla politica degli Stati Uniti, il testo introduce elementi poco comuni nel discorso pubblico dell'ufficialità.

Fernández Batista menziona esplicitamente la “stanchezza accumulata” di ampi settori della popolazione, la percezione negativa sulla gestione governativa, l'inefficienza burocratica, la mancanza di esemplarità dei dirigenti e le limitazioni al dissenso all'interno della società cubana. Arriva persino a menzionare la responsabilità di Castro per alcuni degli errori commessi. 

Anche si riconosce qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile da leggere in ambiti vicini al governo: che una parte della popolazione arriva addirittura a sperare nell'arrivo di Donald Trump come una sorta di soluzione esterna alla crisi del paese. 

“Una quantità non trascurabile di connazionali scommette sull'arrivo di San Donald”, scrive lo storico, alludendo alla simpatia che alcuni cubani esprimono nei confronti del presidente statunitense in mezzo al deterioramento economico.

Il diagnosticо riflette un logorio sociale e politico che è diventato sempre più evidente nell'isola. Tuttavia, la risposta proposta dal testo rientra in una tradizione nota del pensiero rivoluzionario cubano: cercare nell'eredità di Castro metodi per salvare il progetto politico

Fernández Batista parla di “coerenza strategica” e “flessibilità tattica” come elementi che potrebbero orientare l'azione politica nel contesto attuale. Il riferimento suggerisce una possibile reinterpretazione del fidelismo che permetta di introdurre aggiustamenti senza abbandonare i principi fondamentali del sistema.

Quella idea —riformare per preservare— è stata una costante nei dibattiti interni del socialismo cubano per decenni.

Ma il secondo che è circolato recentemente offre un tono diverso. 

In un post personale, la giornalista e accademica Milena Recio descrive una visione della Cuba che molti cittadini immaginano per il futuro: un paese senza interruzioni di corrente, con salari che riacquistino valore, con turismo internazionale, inflazione controllata, servizi pubblici operativi e professionisti che ritornano per partecipare alla ricostruzione del paese

“Te lo immagini?”, chiede ripetutamente nel suo messaggio, mentre elenca scenari che includono migliori condizioni economiche, libertà di intraprendere e una società in cui medici, insegnanti e scienziati recuperano il riconoscimento sociale perduto. 

L'immagine che descrive non è esplicitamente politica, ma indica un paese profondamente diverso dall'attuale.

La frase finale riassume questo desiderio: “che abbiamo ciò che avremmo dovuto avere: libertà per darci il paese che ci meritiamo”

Anche se Recio non parla di transizione politica né di cambiamento di sistema, il suo testo riflette un'aspirazione di trasformazione più ampia della mera “aggiornamento” del modello economico

Entrambe le interventi illustrano un fenomeno che diversi analisti hanno iniziato a osservare negli ultimi tempi: l'emergere di dibattiti più aperti all'interno di settori dello stesso governo riguardo al futuro del paese.

Per decenni, il linguaggio dominante in questi spazi ruotava attorno all'idea di "perfezionare il socialismo". Le difficoltà economiche o amministrative si presentavano, innanzitutto, come conseguenze del "blocco", o come problemi di gestione che potevano essere risolti attraverso aggiustamenti all'interno dello stesso sistema.

La "continuità" di Díaz-Canel ha fatto propria quella arguzia, ma ha sperimentato con il linguaggio, generando concetti come "resistenza creativa" e "non lasciare indietro nessuno". Oggi, tuttavia, inizia a emergere un vocabolario diverso. 

Espressioni come “uscire dal buco”, “ricostruire il paese” o “ripensare il modello” suggeriscono una crescente consapevolezza che la crisi cubana potrebbe richiedere trasformazioni più profonde

Questo cambiamento di tono coincide con un contesto particolarmente complesso per il paese.

L'economia cubana affronta una combinazione di crisi energetica, inflazione, emigrazione di massa e deterioramento dei servizi pubblici. A tutto ciò si aggiungono pressioni esterne e un contesto internazionale meno favorevole rispetto ai decenni precedenti.

In questo contesto, il dibattito che emerge tra intellettuali e comunicatori vicini all'ufficialismo riflette una domanda sempre più difficile da evitare: se il sistema nato dalla cosiddetta “rivoluzione” possa essere riformato per sopravvivere o se il paese abbia bisogno di una trasformazione più profonda per uscire dall'impasse attuale.

Per ora, le risposte restano aperte.

Ma il fatto stesso che queste domande inizino a essere formulate all'interno del campo rivoluzionario suggerisce che il dibattito sul futuro di Cuba sta entrando in una nuova fase.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.