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La stampa ufficiale cubana ha attaccato questa settimana il più grande portaerei del mondo, l'USS Gerald R. Ford (CVN-78), descrivendolo come simbolo della “facciata del potere imperiale” degli Stati Uniti, mettendo in evidenza i report su guasti tecnici e lunghe code di marinai per usare i bagni a bordo.
In un articolo pubblicato dal giornale statale Girón, il giornalista Gabriel Torres Rodríguez ha presentato la nave —valutata circa 12.000 milioni di dollari e considerata l'unità più moderna della Marina statunitense— come esempio di quella che ha definito la “macchina di propaganda di Washington”.
"Il barco più costoso della storia naviga verso una possibile guerra con l'Iran mentre centinaia di marinai fanno la fila per 45 minuti per usare un bagno", ironizza il testo, che si basa su rapporti dei media statunitensi riguardanti problemi nel sistema di vuoto che gestisce i servizi igienici dell'portaerei.
Secondo l'articolo, l'USS Gerald R. Ford accumula più di 240 giorni di missione continua, con il suo dispiegamento prolungato in diverse occasioni.
Il testo cita informazioni del Wall Street Journal e del New York Times riguardo ai guasti del sistema sanitario —con oltre 200 malfunzionamenti segnalati in pochi giorni— e sullogoramento di un equipaggio di oltre 4.500 marinai.
También menziona ritardi e problemi in altri portaerei statunitensi, come l'USS John C. Stennis e l'USS George Washington, per sostenere che, degli undici portaerei che ufficialmente possiede la Marina degli Stati Uniti, solo alcune sarebbero pienamente operative in zone di conflitto.
L'articolo critica inoltre le dichiarazioni del presidente Donald Trump riguardo al dispiegamento navale nella regione, insinuando che l'invio della portaerei risponde più a un segnale politico che a una capacità operativa solida.
La pubblicazione incorpora le difficoltà tecniche all'interno di una narrativa più ampia riguardo a ciò che definisce come “decadenza” del potere militare statunitense e la sua dipendenza dalla propaganda.
Il testo afferma che il dispiegamento del Ford nel Mediterraneo Orientale e nel Golfo Persico fa parte di una “coreografia” destinata a proiettare forza nei confronti dell'Iran, nonostante presunti punti deboli logistici.
Desde La Habana, i mezzi ufficiali hanno collegato questa situazione con la politica estera di Washington verso Cuba, le sanzioni economiche e altre controversie internazionali, presentando il caso come una dimostrazione che l'immagine di potere statunitense non sempre corrisponde alla sua realtà operativa.
Fino ad ora, il Pentagono non ha risposto alle critiche diffuse dalla stampa cubana, sebbene in precedenza abbia riconosciuto le sfide tecniche presenti nella nave, sottolineando che fanno parte del processo di aggiustamento e modernizzazione di un sistema d'arma di nuova generazione.
L'USS Gerald R. Ford, commissionato nel 2017, continua a essere dispiegato come parte delle operazioni della Marina degli Stati Uniti nella regione, in mezzo a crescenti tensioni in Medio Oriente.
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