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La compagnia aerea Air Canada ha annunciato che non riprenderà i suoi voli per Cuba fino al 1 novembre 2026, una decisione che prolunga la sospensione del servizio verso l'isola in mezzo alla crisi energetica e del carburante che colpisce il sistema aeroportuale cubano.
Secondo quanto riportato dalla stessa compagnia sul suo sito, la ripresa delle operazioni è stata nuovamente rinviata dopo aver valutato la situazione operativa nel paese caraibico.
“Air Canada rimanda la ripresa dei suoi servizi tra il Canada e Cuba fino al 1 novembre 2026. I clienti con viaggi prenotati tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2026 saranno contattati direttamente con le loro opzioni di viaggio, compresa l'opzione di cambiare destinazione”, ha dichiarato la compagnia aerea.
L'azienda ha aggiunto che i viaggiatori con prenotazioni precedenti possono contattare la compagnia aerea per modificare il proprio itinerario o richiedere un credito per una futura prenotazione, mentre la compagnia continua a monitorare la situazione.
Una sospensione che è iniziata per mancanza di carburante
La decisione prolunga una sospensione iniziata il 9 febbraio, quando Air Canada ha annunciato la cancellazione immediata delle sue operazioni verso Cuba a causa della carenza di carburante per aviazione sull'isola.
In quel momento, la compagnia aerea spiegò che la misura era stata adottata in risposta a avvisi governativi e notifiche aeronautiche che segnalavano la mancanza di cherosene per aerei negli aeroporti cubani.
Come parte delle misure adottate dopo la sospensione, Air Canada ha comunicato che opererà voli senza passeggeri verso Cuba per recuperare circa 3.000 turisti che si trovavano già sull'isola, la maggior parte clienti di pacchetti vacanzieri di Air Canada Vacations.
Inoltre, per i voli che rimanessero operativi temporaneamente, l'azienda ha indicato che trasporterà carburante aggiuntivo dalla origine e effettuerà scali tecnici per rifornirsi durante il ritorno, una strategia volta a ridurre i rischi operativi.
In questo contesto, la compagnia aerea ha confermato anche la cancellazione del resto della stagione per i voli stagionali verso Holguín e Santa Clara, mentre le rotte regolari per Varadero e Cayo Coco sono state sospese, con un ripristino inizialmente previsto per maggio, ora rinviato a novembre.
Altre compagnie aeree hanno anche sospeso le operazioni
La crisi logistica non ha colpito solo Air Canada.
Altre compagnie canadesi, come WestJet e Air Transat, hanno anche sospeso temporaneamente i loro servizi verso Cuba per le stesse ragioni, sebbene in questi casi sia previsto che i voli riprendano prima.
La paralizzazione delle rotte da parte del Canada -uno dei principali mercati emissori di turisti verso l'isola- rappresenta un colpo significativo per il settore turistico cubano, che sta già attraversando un periodo di calo sostenuto nell'arrivo di visitatori.
Gli aeroporti cubani continueranno a non avere carburante almeno fino ad aprile
Il retroterra di questa situazione risiede nella prolungata scarsità di carburante per aviazione a Cuba.
Un avviso ufficiale rivolto a piloti e controllori del traffico aereo -conosciuto come Notam- ha confermato che gli aeroporti internazionali del paese continueranno a non avere disponibilità di carburante Jet A1 almeno fino al 10 aprile, secondo quanto riportato martedì dall'agenzia EFE.
Il messaggio codificato indica esplicitamente: “JET A1 FUEL NON DISPONIBILE”.
La notifica è registrata nella base di dati della Federal Aviation Administration degli Stati Uniti (FAA) e si applica ai principali aeroporti del paese, tra cui:
-José Martí (L'Avana).
-Juan Gualberto Gómez (Varadero).
-Abel Santamaría (Santa Clara).
-Ignacio Agramonte (Camagüey).
-Frank País (Holguín).
-Antonio Maceo (Santiago di Cuba).
La mancanza di carburante era già stata segnalata il 10 febbraio, il che ha provocato cancellazioni di voli da parte di compagnie aeree canadesi e russe.
Di fronte alla scarsità, altre compagnie europee e latinoamericane hanno optato per strategie alternative, come effettuare scali tecnici in paesi terzi per rifornirsi o ridurre la frequenza dei loro voli.
Un nuovo colpo per il turismo in mezzo alla crisi energetica
La mancanza di carburante negli aeroporti è un riflesso della crisi energetica che sta attraversando il paese.
Cuba produce circa un terzo dell'energia che consuma e dipende dalle importazioni per coprire il resto delle sue necessità, in un contesto caratterizzato da limitazioni finanziarie e dalla riduzione dell'offerta petrolifera venezuelana.
In questo scenario, la prolungata sospensione dei voli da parte di una delle principali compagnie aeree del mercato canadese aggiunge pressione a un settore turistico che storicamente è stato una delle principali fonti di valuta per l'economia cubana.
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