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Gli aeroporti internazionali di Cuba continueranno a non avere disponibilità di carburante per aerei almeno fino al 10 aprile, secondo un avviso ufficiale diffuso dalle autorità aeronautiche dell'isola.
La notizia è stata riportata dall'agenzia EFE, che ha indicato che il messaggio Notam, rivolto a piloti e controllori del traffico aereo, conferma che il deficit di cherosene Jet A1 interessa tutti i terminal internazionali del paese e avrà una validità di un mese aggiuntivo.
L'avviso codificato segnala "JET A1 FUEL NOT AVBL" ed è registrato nella banca dati della Federal Aviation Administration degli Stati Uniti (FAA).
La notifica si applica ai principali aeroporti del paese, inclusi il José Martí de L'Avana, il Juan Gualberto Gómez di Varadero, l'Abel Santamaría di Santa Clara, l'Ignacio Agramonte di Camagüey, il Frank País di Holguín e l'Antonio Maceo di Santiago di Cuba, tra gli altri.
La mancanza di carburante era già stata annunciata lo scorso 10 febbraio e ha provocato la cancellazione temporanea di voli da parte di compagnie aeree canadesi e russe.
Altre compagnie, come quelle spagnole, messicane e panamensi, hanno scelto di effettuare scali tecnici per fare rifornimento in paesi terzi o ridurre le frequenze.
L'impatto della scarsità rappresenta un nuovo ostacolo per il settore turistico cubano, uno dei principali generatori di valuta per l'isola, che sta attraversando un calo costante nell'arrivo di visitatori.
Secondo EFE, l'estensione dell'avviso si verifica nel contesto della pressione energetica che il paese sta affrontando a seguito dell'interruzione della fornitura di petrolio venezuelano e degli avvertimenti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulle possibili sanzioni per i paesi che inviano greggio a Cuba.
L'isola produce circa un terzo del suo fabbisogno energetico e dipende dalle importazioni per coprire il resto, in un contesto di severe limitazioni finanziarie e operative.
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