Turista argentina trasferita in un hotel Meliá a Cayo Santa María solleva dubbi sui viaggi a Cuba nel 2026



Mary e il suo partner al Paradisus Los Cayos di MeliáFoto © Instagram Mary Low Cost / Hotel de Meliá

La creatrice di contenuti argentina Mary Low Cost, conosciuta sui social come @viaja.haceloposible, sta trascorrendo le vacanze a Cuba ed è stata trasferita dal resort Las Dunas a un altro hotel Meliá a Cayo Santa María, dopo che la struttura ha annunciato la sua chiusura.

La turista argentina ha raccontato che, al registrarsi a Las Dunas, le è stato comunicato che l'hotel avrebbe chiuso. Lei e il suo compagno sarebbero stati trasferiti in un'altra struttura. Alla fine, ha confermato che il cambio si è realizzato e si è rivelato vantaggioso per lei. Ora soggiorna in un hotel di categoria superiore e ha assicurato che “hanno guadagnato” con la ricollocazione.

Tuttavia, mentre l'influencer mostra il nuovo hotel, celebra le strutture e la splendida spiaggia cubana, nei commenti si è scatenata un'ondata di messaggi che riflettono l'incertezza dei turisti argentini con viaggi previsti a Cuba nelle prossime settimane e mesi.

Tra i principali timori che si ripetono spiccano:

  • Cancellazione di voli o chiusura dello spazio aereo, a causa di voci sulla mancanza di carburante per aerei.
  • Difficoltà nel tornare in Argentina e paura di rimanere bloccati sull'isola.
  • Problemi con i trasferimenti interni, soprattutto da e verso i cayo.
  • Scarsità di cibo e poca varietà negli hotel, incluso nei resort all-inclusive.
  • Mancanza di acqua potabile e interruzioni di corrente al di fuori del circuito strettamente turistico.
  • Disservizio nella fornitura di farmaci, il che porta i viaggiatori a consigliare di portare le proprie scorte.
  • Possibili chiusure aggiuntive di hotel per bassa occupazione.
  • Instabilità sociale o eventuali disordini interni in mezzo alla crisi.
  • Dilemma morale, trascorrere le vacanze mentre la popolazione affronta blackout, inflazione e carenze.

Alcuni utenti chiedono direttamente se “i hotel continueranno a lavorare” o se le compagnie aeree manterranno le loro operazioni a Cuba. Altri menzionano avvertenze riguardo a combustibile limitato e temono che la situazione possa peggiorare.

Vari diversi viaggiatori hanno affermato che all'interno degli hotel “tutto funziona normalmente” e che al turismo “vengono garantiti i servizi”, ma riconoscono anche che il paese sta attraversando una profonda crisi, caratterizzata da blackout prolungati, inflazione e deterioramento delle condizioni di vita.

L'episodio della chiusura di Las Dunas — attribuito a una bassa occupazione — e la necessità di raggruppare gli ospiti in altre strutture rafforzano la percezione che il settore turistico non sia estraneo al collasso economico che vive Cuba.

Mary ha migliorato il suo soggiorno con Meliá, ma il dibattito sui social evidenzia qualcosa di più importante. La fiducia a Cuba come meta turistica attraversa uno dei suoi momenti più fragili, almeno nel mercato argentino.

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