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L'attivista Rosa María Payá ha guidato questo fine settimana un evento presso l'Ermita de la Caridad, a Miami, dove è stato benedetto e svelato un banco dedicato alla memoria di suo padre, il leader oppositore cubano Oswaldo Payá Sardiñas (1952-2012).
L'omaggio si è svolto il 28 febbraio, data in cui il fondatore del Movimento Cristiano Liberazione avrebbe compiuto 74 anni. Decine di persone si sono riunite davanti al mare, accanto al santuario della Vergine della Carità del Cobre.
La Ermita de la Caridad ha descritto la giornata come “un momento profondamente storico e commovente sul Malecón dell'Ermita” e ha sottolineato: “È stata benedetta la panchina dedicata alla memoria di Oswaldo Payá Sardiñas, un uomo che ha dedicato la sua vita per la dignità e la libertà del popolo cubano. Centinaia di persone si sono riunite per accompagnare la Famiglia Payá-Acevedo in una cerimonia carica di fede, rispetto e speranza. Non è stato solo un atto simbolico; è stata una testimonianza viva che il suo lascito continua a pulsare nel cuore di Cuba”.
L'istituzione ha anche confermato la presenza del rappresentante diplomatico statunitense: “Abbiamo anche la presenza del Chargé d'Affaires dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, la cui partecipazione ha ribadito l'importanza di questo momento agli occhi del mondo”.
Nelle immagini diffuse si osserva la partecipazione di attivisti e membri della comunità cubana in esilio, tra cui Oscar Casanella, così come autorità religiose e civili.
Nel banco è inciso il nome completo dell'oppositore, i suoi anni di vita —1952-2012— e la frase: “L'unica opzione del popolo è la libertà”.
Rosa María Payá ha scritto sui suoi social: “Questa banca porterà il suo nome, Oswaldo Payá, ma il suo lascito vive in milioni di cubani che non accettano più la paura come destino e che sappiamo, come diceva mio padre, che L'UNICA OPZIONE DEL POPOLO È LA LIBERTÀ”.
En un'altra pubblicazione, diffusa su il suo account Instagram, ha espresso: “Ci siamo riuniti in un LUOGO CHE RAPPRESENTA L'ANIMA dell'esilio cubano: l'Ermita de la Caridad, santuario della Vergine che i cubani hanno eretto in libertà, per omaggiare mio padre. Gratitudine e speranza con tanti bravi cubani uniti per la libertà”.
Payá morì il 22 luglio 2012 insieme all'attivista Harold Cepero quando il veicolo su cui viaggiavano fu investito da un'altra automobile nell'est di Cuba. Diversi testimonianze e organismi internazionali hanno denunciato che si trattò di un attentato.
Il 22 luglio scorso si sono compiuti 13 anni dal suo assassinio. In quella data, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato: “Il regime cubano ha assassinato i leader prodemocratici Oswaldo Payá e Harold Cepero. Il loro coraggio continua a ispirare tutti coloro che lottano per la democrazia e la libertà a Cuba”. Ha anche affermato che “l'eredità di Payá continua attraverso sua figlia, Rosa María Payá, che servirà nella Commissione Interamericana dei Diritti Umani”.
Nella stessa data, Rosa María Payá ha espresso: “I dittatori hanno distrutto i loro corpi, e questo è stato proprio il limite del loro potere. Hanno cercato di silenziarli, ma non ci sono riusciti. Payá vive in ogni giovane che protesta, in ogni prigioniero politico che resiste. La notte non sarà eterna. Anzi, sta cominciando l'alba.”
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