Tra il dollaro a 500 e la benzina alle stelle: i cubani smontano i prezzi controllati nell'Isola



I cubani comprano cibo in mezzo all'aumento del dollaro e all'innalzamento dei costi del combustibile.Foto © Facebook/Gobierno de La Habana

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Una pubblicazione che ricordava i prezzi massimi di prodotti di base a Cuba ha scatenato un'ondata di reazioni sui social media, dove decine di utenti hanno messo in dubbio la reale fattibilità di quelle cifre in mezzo all'inflazione, alla scarsità di carburante e all'aumento sostenuto del dollaro nel mercato informale.

Il messaggio, diffuso su Facebook da Hola Habana, avvertiva di aumenti "senza alcuna giustificazione" su alimenti e articoli di alta domanda come pollo, olio, latte in polvere, pasta, salsicce e detersivo, tutti regolati dalla Risoluzione 225/2025. Invitava inoltre la popolazione a denunciare i negozi che violano i limiti stabiliti e a richiedere il pagamento elettronico.

Captura di Facebook/Hola Habana

Tuttavia, la reazione dei cittadini è stata immediata e per lo più critica. “Senza giustificazione?”, hanno chiesto diversi utenti, che hanno puntato direttamente all’aumento del prezzo del carburante, con costi che nel mercato informale raggiungono fino a 3.000 pesos al litro, e al valore del dollaro, che si attesta intorno ai 500 pesos per strada, ben al di sopra del tasso ufficiale.

Molti commenti hanno concordato sul fatto che i prezzi stabiliti nella risoluzione siano risultati obsoleti rispetto al nuovo scenario valutario. Quando è stata emessa la norma, il dollaro ufficiale era quotato molto al di sotto del valore attuale. “Con il dollaro a 500 e la benzina alle stelle, chi può vendere a quei prezzi senza perdere?” ha chiesto un'utente.

Altri hanno sottolineato la contraddizione tra i limiti in moneta nazionale e i prezzi nei negozi statali che operano in dollari. “E a questi negozi in USD chi mette un limite?”, hanno chiesto ripetutamente, confrontando il prezzo ufficiale del latte o dell'olio con il loro valore in valuta estera, che al cambio supera ampiamente quanto stabilito in pesos cubani.

Ci sono state anche denunce riguardo al rifiuto di molti negozi di accettare trasferimenti elettronici, nonostante l'obbligo ufficiale, così come accuse di corruzione contro gli ispettori incaricati di far rispettare la norma. “Tutti lo vedono e nessuno fa nulla”, ha riassunto un commento che ha ricevuto decine di reazioni.

Alcuni hanno difeso i piccoli venditori e le mipymes, sostenendo che acquistano merce a prezzi elevati e devono affrontare costi crescenti di trasporto, tasse e ripristino dell'inventario. Altri, invece, hanno chiesto un maggiore controllo e sanzioni concrete di fronte a quelli che considerano abusi.

Al di là delle posizioni contrapposte, il denominatore comune è stata la sfiducia. Per molti cubani, la lista dei prezzi ufficiali “esiste solo sulla carta”. Nella pratica, sostengono, l'olio supera i 1.400 o 1.500 pesos al litro; il pacco da 10 libbre di pollo si aggira intorno ai 4.000 o più; e il latte in polvere è ben oltre il limite annunciato.

In un contesto segnato da blackout, crisi del carburante e perdita del potere d'acquisto, la discussione sui prezzi ha nuovamente messo in evidenza il divario tra le regolamentazioni formali e l'economia reale che vivono quotidianamente milioni di cubani.

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Redazione di CiberCuba

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