Dal carcere di Holguín, Kamil di El4tico invia un messaggio: “È valsa la pena”



Giovani di El4ticoFoto © Facebook / Paula Amador Lobón

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Il giovane attivista Kamil Zayas Pérez, membro del progetto indipendente El4tico, è riuscito a comunicare dalla sede di Istruzione Penale di Holguín, dove è detenuto per motivi politici, per inviare un messaggio ai suoi sostenitori e a coloro che hanno seguito il suo caso.

La nota è stata divulgata su Facebook da Paula Amador Lobón, che ha spiegato che Kamil le ha chiesto di rendere pubblico il suo messaggio, del quale ha affermato “Orgoglio e ammirazione risultano insufficienti per descrivere ciò che suscita”, e ha inoltre assicurato che il giovane “non è solo” e che il processo legale contro di lui e il suo compagno Ernesto Ricardo Medina è “un’altra dimostrazione che a Cuba si reprime per avere opinioni diverse”.

“Quello che è iniziato come un modesto quarticello, è stato trasformato in una casa enorme. Ne è valsa la pena. Non arrendetevi. Costruiamo ora un villaggio, uno giusto e buono. Contiamo su di voi. Viva Cuba Digna.”, scrisse Kamil nel suo messaggio.

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Kamil ed Ernesto, creatori di El4tico, sono stati arrestati lo scorso 6 febbraio a Holguín durante un'operazione di polizia che ha incluso la perquisizione della loro abitazione e la confisca di apparecchiature elettroniche utilizzate per produrre contenuti critici sulla realtà cubana.

Ambos rimangono in detenzione provvisoria nel centro conosciuto come “Todo el mundo canta”, mentre familiari e attivisti denunciano che affrontano un processo per motivi politici.

Questo messaggio diventa noto quando sono trascorse più di due settimane dalla detenzione. La moglie di Ernesto, Doris Santiesteban, ha condiviso pubblicamente l'impatto che la prigione ha avuto sulla sua famiglia, soprattutto sulla loro figlia di tre anni, che – come ha raccontato – chiede costantemente di suo padre.

Il caso ha generato reazioni dentro e fuori Cuba. Sui social media circola l'hashtag #TodosSomosEl4tico, mentre organizzazioni e figure pubbliche denunciano quello che considerano un modello di repressione contro voci critiche sull'Isola.

Dalla prigione, il messaggio di Kamil insiste sulla perseveranza e sulla costruzione di “un popolo giusto e buono”, riaffermando la posizione del progetto che è nato, come lui stesso ricorda, in “un umile stanzino” trasformato in uno spazio di analisi e denuncia.

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