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Il Tribunale Supremo Popolare (TSP) ha partecipato al programma televisivo ufficiale “Facciamo Cuba”, dove ha assicurato che il sistema giudiziario agisce con trasparenza e in conformità con lo “stato di diritto”, in un contesto caratterizzato dalla permanenza in detenzione preventiva dei giovani creatori di contenuti del mezzo indipendente El4tico.
Secondo la pubblicazione dell'ente sui social media Facebook, all'evento ha partecipato Otto Eduardo Molina Rodríguez, presidente della Sezione Penale del TSP, accompagnato da rappresentanti della Procura Generale della Repubblica e del Ministero dell'Interno.
Durante lo scambio, il magistrato ha spiegato l'Istruzione 273 e i pareri 475 e 476, normative che — secondo quanto detto — stabiliscono il trattamento penale per i reati di “speciale priorità” nel paese.
Il funzionario ha anche presentato cifre sulla politica delle sanzioni applicata nel 2025, mettendo in evidenza gli alti percentuali di pene detentive imposte per reati considerati di grande lesività sociale:
Asesinato: 99 %
Robo con violenza: 98 %
Sabotaggio: 97 %
Traffico e possesso di droga: 95 %
Corruzione di minori: 91 %
Sacrificio illecito di bestiame bovino: 91%
Robo con forza: 83 %
Atentato: 77 %
Secondo il Tribunale, queste statistiche evidenziano l'impegno del sistema giudiziario con la legalità e la protezione dei cittadini.
Contrasto con il caso di El4tico
Tuttavia, le dichiarazioni ufficiali coincidono con la permanenza in detenzione provvisoria di Ernesto Ricardo Medina e Kamil Zayaz Pérez, giovani collegati allo spazio digitale El4tico, accusati di propaganda contro l'ordine costituzionale e istigazione a delinquere per pubblicazioni sui social media.
Le organizzazioni per i diritti umani e i difensori della libertà di espressione hanno messo in discussione l'uso di figure penali ampie per perseguire i creatori di contenuti critici, in quello che considerano un segnale delle reali limitazioni all'esercizio dei diritti civili nell'isola.
Mentre il Tribunale parla di trasparenza e rafforzamento dello stato di diritto, i critici sostengono che la permanenza in prigione di giovani per espressioni digitali rafforza la percezione che i diritti umani a Cuba continuano a essere subordinati alla preservazione del controllo politico.
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