L'attore cubano Rigoberto Ferrera ha lanciato una dura critica al governo in un video pubblicato sul suo profilo Facebook, in cui ha usato l'ironia per prendere in giro il governante Miguel Díaz-Canel dopo le recenti rivelazioni sui contatti politici tra Cuba e Stati Uniti.
"Il biondo apparentemente mangia granchio, ma non beve limonata perché sa che quella non è la base di tutto," ha detto Ferrera con tono sarcastico, in un messaggio che è rapidamente diventato virale.
Le parole di Ferrera emergono in un momento particolarmente delicato per il regime.
Questa settimana è emerso che il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio sta conducendo conversazioni dirette con Raúl Guillermo Rodríguez Castro - soprannominato il "cangrejo" - al di fuori dei canali ufficiali del governo guidato da Díaz-Canel.
Le informazioni, diffuse dal media Axios e confermate da fonti dell'amministrazione Trump, indicano che i contatti non avvengono con la struttura formale del Partito Comunista né con l'attuale presidente, ma con l'ambiente più prossimo al storico leader del regime.
Per quanto riguarda, il riferimento alla "limonata" evoca la già celebre dichiarazione di Díaz-Canel nel 2020, quando affermò in una riunione del Consiglio dei Ministri che "la limonata è la base di tutto", nel mezzo della scarsità di cibo nell'Isola.
L'espressione, concepita come un invito a promuovere la produzione di agrumi, è diventata simbolo di disconnessione con la realtà quotidiana dei cubani, che affrontano difficoltà anche solo per ottenere limoni o zucchero, ed ha portato a meme e parodie.
Sebbene un alto funzionario statunitense abbia assicurato ad Axios che non ci sono esattamente "negoziazioni", ma solo conversazioni sul futuro di Cuba, il contesto politico è evidente: esplorare possibili scenari di transizione nell'Isola.
Che questi scambi si svolgano senza la partecipazione diretta di Díaz-Canel conferma la realtà che l'attuale governante non è il vero centro di potere e che le decisioni strategiche continuano a ruotare attorno al circolo storico del castrismo e all'apparato economico-militare che controlla settori chiave del paese.
In questo contesto, l'ironia di Ferrera acquista una dimensione politica più ampia.
Nel dire che "il biondo (Donald Trump) apparentemente mangia granchio", si fa riferimento a un dialogo tra gli Stati Uniti e l'entourage di Raúl Castro, mentre si scarta la "limonata", quella metafora che per quasi sei anni ha rappresentato promesse vuote e soluzioni improvvisate di fronte a una crisi strutturale.
La reazione dell'attore raccoglie un sentimento diffusosi tra molti cubani che osservano come, mentre si specula su conversazioni di alto livello e possibili cambiamenti, la vita quotidiana continui a essere segnata dalla scarsità, dall'inflazione e dal deterioramento dei servizi di base.
La crisi economica, approfondita da anni di decisioni centralizzate e dalla mancanza di riforme efficaci, ha portato il paese a una situazione limite in cui il governo dipende sempre più da manovre politiche e dal controllo istituzionale per mantenersi.
L'affermazione che questo potrebbe essere l'anno decisivo per la fine dell'attuale sistema politico, spinta dalla pressione dell'amministrazione Trump e dall'annuncio che si cercherà di chiudere il ciclo della dittatura, aggiunge tensione al panorama.
Sebbene non ci siano conferme ufficiali su un processo di transizione in corso, il semplice fatto che attori esterni dialoghino con figure del cerchio ristretto del potere storico rivela fratture e riassetti interni.
In mezzo a questo scenario, la beffa di Ferrera non è semplicemente una frase ingegnosa. È una critica diretta a una leadership che da anni ha offerto slogan invece di soluzioni, mentre la popolazione affronta carenze sempre più gravi.
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