Trump elogia Marco Rubio e scherza dicendo "quasi lo licenzio"



Donald Trump all'inaugurazione della Giunta per la Pace, a Washington D.C.Foto © Facebook/La Casa Bianca

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente puntato l'attenzione su Marco Rubio, il suo segretario di Stato, lodandolo pubblicamente durante la riunione inaugurale della neo costituida Giunta per la Pace, a Washington D.C., un organismo promosso dalla Casa Bianca che ha suscitato polemiche internazionali.

In mezzo a commenti sul suo team e ai recenti risultati diplomatici, Trump ha fatto una battuta che non è passata inosservata, dopo aver assicurato di essere stato “a un passo” dal licenziare Rubio, a seguito dell'impatto causato dalla sua intervento alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, dove il cubanoamericano è stato accolto con un’ovazione.

“Realmente ti sei sentito orgoglioso due giorni fa a Monaco… così orgoglioso che quasi ho finito il tuo lavoro”, ha detto Trump, provocando le risate dell'uditorio.

Il mandatario ha suggerito che Rubio ha ricevuto così tanti complimenti che alcuni si sono chiesti perché Trump non potesse esprimersi allo stesso modo, a cui ha risposto con il suo stile abituale: “Io lo faccio, ma lo dico in modo diverso.”

Ma la frase che ha attirato maggiormente l'attenzione è arrivata dopo, quando Trump ha lanciato un avvertimento in tono scherzoso, lasciando chiaro chi comanda nella sua amministrazione.

“Marco, non fare meglio del tuo capo, perché se lo fai, sei fuori di qui”, disse, prima di aggiungere che in realtà desidera che il suo team “faccia un ottimo lavoro”.

Rubio, in ascesa dopo l'applauso europeo

I commenti di Trump arrivano a pochi giorni di distanza da quando Rubio è stato accolto con applausi e parte del pubblico in piedi alla Conferenza di Sicurezza tenutasi in Germania, un gesto inusuale nei confronti di un funzionario dell'amministrazione Trump in un forum europeo.

L'evento ha segnato un momento simbolico per Rubio, che ha pronunciato un discorso ricco di riferimenti storici e un messaggio di "rinnovamento" dell'alleanza transatlantica, sebbene abbia incluso anche critiche a quello che ha definito il vecchio ordine globale, mettendo in discussione politiche di libero commercio, migrazione e cambiamento climatico.

Rubio ha difeso che gli Stati Uniti non cercano di separarsi dall'Europa, ma di “rivitalizzare un'antica amicizia”, e ha parlato di un “nuovo ordine inevitabile” nello scenario mondiale.

Nel auditorium, il suo messaggio è stato ricevuto con interesse e frequenti applausi, consolidando l'immagine di Rubio come uno dei volti più visibili della politica estera americana sotto Trump.

Trump lo aveva già menzionato come possibile candidato alla presidenza

Non è la prima volta che Trump lancia elogi verso Rubio in pubblico. Appena lunedì, durante uno scambio con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, il presidente è stato interrogato su se supporterebbe il segretario di Stato come candidato presidenziale nel 2028.

Trump ha evitato di impegnarsi, ma non ha chiuso la porta e ha lasciato chiaro che Rubio è nei suoi pensieri.

“JD è fantastico e anche Marco. Entrambi sono fantastici. E penso che Marco abbia fatto un ottimo lavoro a Monaco”, ha detto.

Le parole hanno alimentato speculazioni sul futuro politico del cubanoamericano, che ha guadagnato protagonismo all'interno del trumpismo e appare sempre più come una figura forte per la successione repubblicana, sebbene il vicepresidente JD Vance continui a essere considerato l'erede naturale del movimento.

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