Marco Rubio viene accolto con un'ovazione alla Conferenza sulla Sicurezza svoltasi in Germania



Marco Rubio (i) e Momento in cui è stato applaudito (d)Foto © Collage YouTube/Screenshot

La scena è durata appena pochi secondi, ma ha impostato il tono dell'incontro: il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, è stato accolto alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco con un applauso scrosciante mentre la maggior parte dei presenti si alzava in piedi.

La ovazione, inusuale per un rappresentante dell'amministrazione Trump in forum multilaterali europei, anticipò il carattere del discorso che avrebbe pronunciato dopo: una miscela di riconciliazione, avvertimenti e un appello a ricostruire l'alleanza transatlantica secondo nuove regole.

Rubio salì sul palcoscenico consapevole di quel simbolismo e lo restituì con un messaggio diretto: “Gli Stati Uniti non cercano di separarsi dall'Europa, ma di rivitalizzare una vecchia amicizia e rinnovare la più grande civiltà della storia umana”, dichiarò di fronte a un pubblico composto da capi di Stato, ministri e rappresentanti dei principali organismi internazionali.

Un messaggio di unità in un “nuovo ordine inevitabile”

Rubio iniziò ricordando gli episodi che, a suo avviso, dimostrano la forza storica del legame tra le due sponde dell'Atlantico:

“Insieme ricostruiamo il continente devastato dopo due guerre mondiali... Il mondo libero unì le sue forze con i coraggiosi dissidenti che combattevano contro la tirannia per sconfiggere il comunismo sovietico.”

Ha anche evocato la lunga lista di conflitti in cui americani ed europei hanno combattuto "spalla a spalla", da Kapyong in Corea fino a Kandahar in Afghanistan, un riferimento che contrasta con le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla presunta mancanza di impegno europeo su quel fronte.

Il dirigente repubblicano ha sottolineato che la cooperazione che ha caratterizzato il ventesimo secolo è ormai del passato e che un nuovo ordine mondiale è "inevitabile"

"Il ieri è finito, il futuro è inevitabile, e il nostro destino comune ci attende."

Con questa idea ha tracciato il filo conduttore del discorso: l'alleanza deve aggiornarsi per rispondere a un contesto segnato da rivalità geopolitiche, crisi economiche, tensioni migratorie e trasformazioni tecnologiche.

Critiche al vecchio ordine: Libero scambio, cambiamento climatico e migrazione

Nonostante il tono conciliatore, Rubio ha rimproverato alle democrazie occidentali quella che ha descritto come una serie di errori strategici commessi negli ultimi decenni.

Tra di essi, la convinzione che dopo la caduta del Muro di Berlino tutte le nazioni avrebbero intrapreso un percorso verso la democrazia liberale e che il commercio globale avrebbe sostituito l'idea di Stato nazionale

“Entriamo in un'illusione pericolosa… adottiamo una visione dogmatica del libero commercio senza restrizioni, anche mentre alcune nazioni proteggevano le loro economie e sovvenzionavano le loro imprese per minare le nostre.”

Il segretario di Stato ha attribuito a quel modello la disindustrializzazione di ampie zone di Europa e Stati Uniti, così come la perdita di milioni di posti di lavoro nella classe operaia.

Ha anche messo in discussione la dipendenza creata in catene di approvvigionamento “controllate da avversari e rivali”.

Il passaggio più ideologico del discorso è arrivato con le sue critiche alle politiche climatiche e alla migrazione: “Per placare un culto climatico, ci siamo imposti politiche energetiche che stanno impoverendo i nostri popoli”.

Sulla migrazione di massa, ha affermato che costituisce “una crisi che sta trasformando e destabilizzando le società in tutto l'Occidente” e ha difeso la necessità di riprendere “il controllo delle frontiere”:

“Non è xenofobia, non è odio, è un esercizio fondamentale di sovranità.”

Rubio ha dedicato inoltre un passaggio a criticare il ruolo dell'ONU: “Non possiamo ignorare che nelle questioni più urgenti non ha risposte e praticamente non ha avuto alcun ruolo”.

Europa come socio indispensabile

Dopo aver elencato le sfide e gli errori, Rubio ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti non intendono agire da soli:

“Siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, ma preferiamo e speriamo di poterlo fare insieme a voi, nostri amici d'Europa.”

“Siamo connessi spiritualmente e culturalmente… Vogliamo che l'Europa sia forte, crediamo che l'Europa debba sopravvivere”, ha aggiunto, rivendicando una relazione basata su valori condivisi.

Rubio ha sottolineato che un Occidente vigoroso - secondo la sua interpretazione, la “maggior civiltà della storia umana” - è imprescindibile per sostenere un ordine internazionale in cui Stati Uniti ed Europa mantengano influenza di fronte a potenze revisioniste.

L'ovazione iniziale e gli applausi ripetuti durante il suo intervento hanno riflettuto l'interesse del pubblico europeo nell'ascoltare un messaggio più prevedibile e diplomatico rispetto a quello solitamente proiettato dall'amministrazione Trump.

Sebbene Rubio abbia sostenuto senza riserve la linea dura del presidente, ha cercato anche di tendere ponti e ricostituire la fiducia.

“Sono venuto a chiarire che gli Stati Uniti stanno tracciando il cammino verso un nuovo secolo di prosperità e che vogliamo farlo insieme a voi, i nostri alleati più preziosi”.

A Monaco, la diplomazia statunitense ha presentato così una narrativa che combina continuità storica, critica al globalismo e riaffermazione dell'alleanza atlantica. La risposta del pubblico ha lasciato intravedere che, almeno in quel forum, il messaggio ha trovato ricettività.

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