Turismo paralizzato: I lavoratori matanceri saranno ricollocati in "aree prioritarie"



Lavoratrici dell'Hotel Meliá InternacionalFoto © Facebook / Hotel Meliá Internacional Varadero

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I lavoratori del settore del Turismo a Matanzas stanno diventando reimpiegati in altre aree e nei propri paesi di residenza.

Si tratta di una misura di fronte all'emergenza energetica che ha causato la chiusura di hotel e difficoltà nei trasporti dai comuni lontani verso la Penisola di Hicacos o verso la capitale provinciale, come riportato da Periódico Girón su Facebook.

La decisione viene attuata a partire dall'identificazione di posti vacanti nelle Direzioni del Lavoro municipali, dove si concentrano le offerte di lavoro per collocare il personale disponibile.

Secondo la pubblicazione, la ristrutturazione risponde a due fattori immediati: la chiusura degli hotel e l'impossibilità di viaggiare da territori più lontani verso i principali centri o capoluoghi, a causa delle condizioni energetiche.

In questo scenario, i lavoratori del Turismo vengono riorganizzati e ricollocati nelle loro località per ridurre gli spostamenti e mantenerli legati a un posto di lavoro.

Il direttore del Lavoro e della Sicurezza Sociale della provincia, Cándido Lázaro González Valera, ha spiegato che il processo consiste nel rivedere le posizioni disponibili per municipio e nel offrire queste opzioni ai lavoratori che non possono continuare con le loro normali funzioni nel settore del Turismo a causa delle attuali restrizioni.

Nella sua revisione, ha indicato che alcune posizioni che in precedenza erano considerate alternative “oggi non sono più un'opzione”, il che costringe a riorganizzare la destinazione lavorativa verso altri settori.

La pubblicazione precisa che nella provincia ci sono 8.175 posti vacanti distribuiti in tutti i comuni. Inoltre, riporta 8.459 lavoratori in regime di lavoro a distanza, suddivisi in: 1.765 da casa, 6.400 sul campo e 240 in telelavoro.

González Valera ha spiegato che si cerca di ampliare le modalità in cui si richiede “il rispetto del compito e non la formalità delle ore lavorate”, con l'obiettivo di ridurre il numero di uffici occupati e il personale in trasporto, come effetto diretto delle misure adottate a causa delle condizioni energetiche del paese.

Priorità: educazione, agricoltura e lavoro sociale

Secondo il direttore provinciale, la ricollocazione priorizza l'istruzione, a causa della necessità di insegnanti dopo la decentralizzazione dei centri educativi; e l'agricoltura, per l'importanza di produrre cibo.

Si menzionano anche "attività complementari" come il lavoro sociale, che — secondo quanto indicato — si considera necessario rafforzare "oggi più che mai" per assistere le persone in situazione di vulnerabilità, come accaduto durante la COVID.

La nota inquadra questa riorganizzazione lavorativa come una risposta alle limitazioni energetiche: con hotel chiusi e restrizioni alla mobilità, le autorità cercano di ridistribuire la forza lavoro e ridurre gli spostamenti tramite ricollocamenti e lavoro a distanza, approfittando del volume di posti vacanti esistenti nei comuni.

Captura di Facebook

La crisi energetica che attraversa Cuba ha colpito direttamente il settore turistico, generando una serie di conseguenze che vanno dalla chiusura degli hotel alla sospensione dei voli internazionali.

All'inizio di febbraio, diversi aeroporti del paese, tra cui Jardines del Rey a Cayo Coco e José Martí all'Avana, sono rimasti senza disponibilità di carburante Jet A-1, indispensabile per le operazioni aeree

La carenza ha costretto compagnie aeree come Air Canada e Air Transat a cancellare o riprogrammare voli, influenzando l'arrivo di visitatori e costringendo il trasferimento di ospiti tra i principali centri turistici.

In questo contesto, hanno iniziato a registrarsi chiusure parziali di hotel e riposizionamenti di turisti stranieri. Testimonianze di viaggiatori canadesi da Cayo Coco hanno raccontato come gli hotel raggruppavano i visitatori in strutture con maggiore capacità per "risparmiare energia", mentre i dipendenti cubani perdevano i loro posti o rimanevano nell'incertezza a causa della riduzione delle operazioni.

I stessi lavoratori hanno riconosciuto che la crisi non solo li privava del lavoro, ma anche del loro sostentamento quotidiano, che dipendeva dalle mance e dal costante afflusso di turisti.

La situazione si è aggravata pochi giorni dopo, quando decine di voli sono stati sospesi all'improvviso e migliaia di turisti sono stati costretti ad anticipare il loro ritorno.

Testimoni stranieri hanno descritto l'atmosfera negli hotel come un “evacuazione”, segnata dalla preoccupazione dei viaggiatori e dalla tristezza dei dipendenti locali, consapevoli che la chiusura temporanea delle strutture potrebbe prolungarsi indefinitamente.

Le scene di incertezza e scoraggiamento hanno riflesso l'entità dell'impatto che la crisi energetica ha avuto sul turismo cubano e, soprattutto, sulle famiglie che dipendono da questo settore per sopravvivere.

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Redazione di CiberCuba

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