Hotel chiusi e oltre 1.700 voli cancellati: Il turismo aggrava il collasso a Cuba



Terminal 3 dell'Aeroporto Internazionale José Martí de L'Avana (Immagine di riferimento)Foto © Facebook/Eduardo Rodríguez Dávila

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La crisi del carburante a Cuba ha iniziato a colpire duramente il turismo, uno dei principali settori generatori di valuta per l'isola, con hotel chiusi e oltre 1.700 voli cancellati nel pieno della stagione alta.

Secondo un reportage di Reuters pubblicato il 18 febbraio, la carenza di carburante per aerei ha praticamente bloccato tutti i settori del turismo, dalle compagnie aeree alle catene alberghiere e agli operatori locali in destinazioni come Varadero.

Le principali compagnie aeree canadesi, tra cui Air Canada, WestJet e Transat, hanno annunciato la sospensione dei voli verso Cuba, il che potrebbe tradursi nella cancellazione di fino a 1.709 operazioni fino ad aprile, secondo i dati della società Cirium citati da Reuters.

Rusia, il terzo maggiore emittente di turisti verso l'isola, prevede anche di evacuare i suoi viaggiatori e sospendere temporaneamente le sue connessioni.

L'impatto si fa già sentire sul terreno. La catena spagnola Meliá ha annunciato la chiusura di tre dei suoi 30 hotel a Cuba e la riunificazione degli ospiti in strutture con una maggiore occupazione, mentre il gruppo NH ha comunicato la chiusura di tutti i suoi hotel nel paese.

I lavoratori del settore hanno descritto un scenario di totale incertezza a causa della mancanza di carburante.

Il turismo ha contribuito con circa 1.300 milioni di dollari in valute estere nel 2024, rappresentando quasi il 10% dei proventi delle esportazioni del paese, secondo gli ultimi dati ufficiali citati da Reuters.

Gli economisti avvertono che un collasso totale del settore creerebbe una situazione insostenibile per l'economia cubana, già segnata da una profonda crisi caratterizzata da blackout, scarsità e caduta del prodotto interno lordo.

L'amministrazione del presidente Donald Trump ha intensificato la pressione su La Habana con misure destinate a restringere l'approvvigionamento di petrolio verso l'isola, aggravando così la già delicata situazione energetica.

In questo contesto, la mancaza di carburante minaccia di diventare il detonatore di un nuovo deterioramento economico.

Nel 2025, Cuba ha ricevuto appena 1,8 milioni di visitatori, il numero più basso in oltre due decenni, prolungando una tendenza al ribasso che è iniziata dopo la pandemia.

Ora, con le spiagge semivuote e gli hotel chiusi, il turismo si profila come uno dei settori che approfondiscono il collasso strutturale che attraversa il paese.

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