Multa di 7.000 pesos a un giovane cubano per essersi rifiutato del Servizio Militare: "Non vuole indossare un'uniforme di repressione"



Opositora cubana Eliannis Villavicencio Jorge insieme a suo fratelloFoto © Facebook / Alexander Verdecia Rodriguez

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Un giovane di 19 anni è stato multato con 7.000 pesos cubani (CUP) nel comune di Río Cauto, provincia di Granma, per essersi rifiutato di adempiere il Servizio Militare Obbligatorio (SMO), secondo una denuncia diffusa sui social media.

Il caso è stato reso noto nel profilo di Facebook di Alexander Verdecia Rodríguez, dove sua moglie, l'oppositrice cubana Eliannis Villavicencio Jorge, ha pubblicato la denuncia. "Faccio questa denuncia davanti a Dio e al mondo, poco fa un lavoratore del Servizio Militare Obbligatorio è venuto a casa mia per multare mio fratello Enmanuel Espinosa Jorge di 7000 pesos”, ha detto nella pubblicazione.

Nel messaggio ha spiegato che il giovane “ha 19 anni; né lui, né nostra madre, né io vogliamo che lui faccia il Servizio Militare per paura che gli succeda qualcosa”. Ha anche affermato: “Mio fratello non vuole mai indossare un'uniforme di repressione. Anche se non è un oppositore, si rifiuta di essere usato dal Regime. No al Servizio Militare Obbligatorio”.

Villavicencio ha raccontato anche un episodio avvenuto nel 2016, quando —secondo il suo testimonianza— suo fratello fu trasferito in una casa di bambini senza Amparo Filial dopo un suo arresto. “Mi avevano mentito, il bambino è stato scomparso per più di 48 ore,” ha scritto.

Le immagini condivise insieme alla denuncia mostrano un verbale di “Imposizione di Multa” datato 16 febbraio 2026, nel quale è riportata la sanzione di 7.000 CUP, così come una citazione ufficiale del Comitato Militari dove si indica che il giovane doveva presentarsi secondo quanto disposto dalla Legge n. 75 della Difesa Nazionale.

Didascalia

Eliannis Villavicencio Jorge è la moglie di Alexander Verdecia Rodríguez, coordinatore dell'Unione Patriottica di Cuba (Unpacu) a Río Cauto, che rimane incarcerato da febbraio 2025. La Procura ha richiesto per lui una condanna di 10 anni di prigione per pubblicazioni critiche sui social media.

Dopo la pubblicazione del caso sul profilo di Facebook di CiberCuba Noticias, il post ha accumulato numerosi commenti. Molti utenti hanno espresso sostegno alla decisione del giovane e della sua famiglia. Tra i messaggi si possono leggere frasi come: “Con molto piacere pago i 7 mila, mio figlio non va al servizio militare”, “Meglio pagare la multa e non andare”, “Ottimo lavoro, vi faccio i complimenti, così devono essere ferme le famiglie con i loro giovani”, “Preferisco pagare la multa piuttosto che fare il servizio” e “No al servizio militare”.

Altri commenti hanno messo in guardia sulle possibili conseguenze legali o hanno ricordato che il servizio è obbligatorio secondo la normativa vigente. Alcuni hanno sottolineato che la mancata osservanza potrebbe comportare un processo penale se non si rispetta la convocazione. Nell’ottobre 2024 è stato approvato il Decreto 103/2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, che ha aggiornato le contravvenzioni legate al Servizio Militare Obbligatorio e stabilisce multe fino a 7.000 CUP per coloro che non si presentano presso il Comitato Militare quando vengono convocati.

Da anni, il Servizio Militare Obbligatorio affronta un crescente rifiuto sia dentro che fuori Cuba. Campagne come #NoAlServicioMilitarObligatorio sono riemerse a seguito di morti di reclute, esplosioni in strutture militari e denunce ripetute di maltrattamenti e mancanza di trasparenza all'interno delle unità. Nelle ultime settimane sono stati segnalati trasferimenti di giovani verso L'Avana senza informazioni chiare ai loro familiari; anche il caso di una madre che ha denunciato che l'ufficiale che ha sparato a suo figlio all'interno di un'unità militare è ancora in libertà; e nuove convocazioni accompagnate da avvertimenti su possibili conseguenze penali, secondo testimonianze diffuse sui social media.

A ciò si aggiungono le denunce di familiari che affermano di non aver ricevuto spiegazioni ufficiali dopo incidenti gravi, come nel caso della madre che chiede giustizia per la morte di suo figlio in un'unità militare, Antonio Rassi Roque.

Lungi dall'essere episodi isolati, queste denunce hanno contribuito a creare un clima di sfiducia e paura attorno al reclutamento obbligatorio. In questo contesto, la multa inflitta al giovane di Río Cauto non appare come un fatto isolato, ma come parte di una politica che continua a suscitare interrogativi sulle reali garanzie per i giovani e le loro famiglie.

Oltre all'importo della sanzione —7.000 CUP, una cifra considerevole nel contesto salariale cubano— il caso riporta al centro del dibattito il carattere coercitivo del Servizio Militare Obbligatorio e il diritto dei giovani a decidere sul proprio futuro senza pressioni né ritorsioni economiche. In un paese segnato dalla mancanza di trasparenza istituzionale e da ripetute denunce di abusi all'interno delle unità militari, ogni nuova sanzione rafforza la percezione che lo Stato priorizzi la disciplina e il controllo rispetto alle garanzie individuali e alla sicurezza delle famiglie.

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Redazione di CiberCuba

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