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La crisi dei medicinali a Cuba ha raggiunto livelli allarmanti. Un paese che per decenni si è vantato di produrre farmaci sufficienti per rifornire il proprio sistema sanitario affronta oggi farmacie vuote, pazienti disperati e un mercato informale dove i prezzi schizzano fino a diventare inaccessibili per la maggior parte.
Mientras gli scaffali rimangono vuoti nella rete statale, gli stessi medicinali appaiono nelle mani di rivenditori a costi esorbitanti, in uno scenario caratterizzato da corruzione, negligenza istituzionale e un sistema sanitario che molti considerano ormai collassato.
Nella rete sociale Facebook, l'utente Cesario Navas ha denunciato pubblicamente questa realtà con un messaggio contundente: “L'anomalia che diventa normalità nella terra di Liborio: la corruzione, il furto controllato di farmaci, la complicità, la negligenza... sono causati dal famigerato blocco o sono il prodotto di un governo che sopravvive grazie a un’assistenza respiratoria?”
Medicinali quasi regalati nel sistema… inesistenti in farmacia
Navas ha citato come esempio due medicamenti cardiovascolari prodotti a Cuba:
Dinitrato di Isosorbide-10 (confezione da 20 compresse), al prezzo ufficiale di 0,40 centesimi
Amlodipino 10 mg (10 compresse), con prezzo statale di 4 CUP
Tuttavia, secondo la sua denuncia, entrambi sono assenti nelle farmacie, ma riappaiono nel mercato nero nel centro dell'Avana, specificamente nei portali di Águila e Reina, dove vengono venduti a prezzi esorbitanti:
Dinitrato: 500 CUP la dose
Amlodipino: 300 CUP la confezione da 10 compresse
"Il prezzo ufficiale del Dinitrato è di 0,40 centesimi... e questi canaglie rivenditori lo vendono a 500", scrisse indignato.
Impunità e silenzio ufficiale
Il denunciante ha messo in discussione l'inazione delle autorità di fronte a un fenomeno che si verifica alla luce del giorno.
"Cosa fanno gli ispettori statali e la PNR per ribaltare questa penosa e dolorosa realtà? A cosa si dedicano?", chiese.
Ha anche sottolineato la contraddizione di uno Stato che esercita una vigilanza e una repressione politica costante, ma non interviene contro le reti di corruzione che influenzano direttamente la vita dei cittadini.
“Queste violazioni avvengono ogni giorno in una zona centrale… perché non intervengono il DTI, il G-2 e i chivatones di guardia?”, ha aggiunto.
Un sistema sanitario che ha toccato il fondo
La situazione riflette un problema strutturale: il sistema sanitario cubano, un tempo considerato un successo della Rivoluzione, sembra incapace di garantire anche solo i farmaci di base alla sua popolazione.
Nel frattempo, il regime continua a inviare medici e infermieri all'estero come parte delle sue missioni internazionali, una fonte milionaria di entrate per lo Stato, sebbene queste risorse non si traducano in miglioramenti visibili all'interno del paese.
Il risultato è un paese immerso nella miseria, costretto ad acquistare farmaci nel mercato nero, esponendosi persino a sanzioni e pene detentive, in una paradossale e crudele situazione: i medicinali esistono, ma non dove dovrebbero trovarsi.
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