Cuba sta attraversando la peggiore crisi economica ed energetica degli ultimi decenni e, di fronte al peggioramento della carenza di carburante, il regime ha annunciato l'entrata nella cosiddetta “Opzione Zero”, un piano concepito negli anni '90 del secolo scorso come misura di emergenza di fronte a uno scenario di completo collasso della fornitura petrolifera.
Secondo un reportage di RTVE, l'attuale congiuntura si è intensificata dopo l'ordine esecutivo firmato dal presidente statunitense Donald Trump il 29 gennaio, che impone dazi ai paesi che vendono combustibile all'isola e ha dichiarato Cuba una minaccia per la sicurezza.
La cattura del dittatore Nicolás Maduro all'inizio di gennaio ha inoltre interrotto le spedizioni di petrolio dalla Venezuela, lasciando il paese praticamente paralizzato.
La “Ozione Zero” è stata progettata durante il Periodo Speciale da Fidel Castro come risposta a uno scenario ipotetico senza petrolio.
Contempla un razionamento estremo, l'autosufficienza alimentare locale e l'uso di risorse alternative come la trazione animale per il trasporto e il carbone o la biomassa per cucinare.
Il presidente Miguel Díaz-Canel ha annunciato recentemente che il paese entra in questa fase, assicurando che saranno garantite sette libbre di riso al mese per persona e che sarà prioritario consumare ciò che verrà prodotto in ogni territorio.
Tuttavia, i testimonianze raccolti da RTVE riflettono che in diverse province i prodotti di base non arrivano con regolarità e che il libretto di razionamento copre a malapena una parte minima delle necessità.
L'impatto della crisi è visibile nei prolungati blackout, che hanno lasciato senza elettricità oltre il 60% del paese durante le ore di massima richiesta, così come nella sospensione del trasporto pubblico, delle lezioni universitarie e delle operazioni non essenziali.
La mancanza di carburante ha costretto persino a chiudere hotel in piena alta stagione e ha causato la sospensione di voli da parte delle compagnie aeree per mancanza di cherosene.
La carenza ha colpito anche il sistema sanitario, dove, secondo testimonianze citate dal mezzo spagnolo, mancano farmaci, ambulanze e personale medico.
A questo si aggiunge un'inflazione accelerata che ha portato il peso cubano a minimi storici nel mercato informale.
In questo contesto, il regime presenta l'"Opzione Zero" come una strategia di resistenza di fronte all'assedio esterno e come un modo per mantenere la sovranità nazionale.
Tuttavia, per molti cittadini intervistati da RTVE, il piano richiama gli anni più difficili del Periodo Speciale e genera incertezza sulla reale capacità del governo di sostenere il paese in condizioni di razionamento estremo.
Mentre l'Esecutivo punta sulla resilienza e sulla riorganizzazione interna, la popolazione affronta blackout di oltre 15 ore, lunghe code per procurarsi carburante in dollari e un deterioramento crescente delle condizioni di vita, in una crisi che combina scarsità, inflazione e calo del turismo, uno dei principali motori economici dell'isola.
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