Apagones in aumento a Cuba: il deficit elettrico sale da 1.500 a quasi 2.000 MW in un giorno



Apagón a Cuba (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Jorge Dalton

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I blackout a Cuba sono tornati ad aumentare questo lunedì, con un deficit elettrico che si avvicina ai 2.000 megawatt (MW) durante l'orario di punta, dopo che durante il fine settimana le interruzioni si aggiravano "soltanto" attorno ai 1.500 MW.

Il calo nella mancanza di generazione riflette il deterioramento accelerato del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) e l'incapacità del Governo di contenere una crisi energetica che continua ad approfondirsi.

Secondo la parte ufficiale della Unión Eléctrica (UNE), domenica il servizio è stato interessato da un deficit di capacità per 19 ore e 47 minuti, e la situazione è rimasta tale durantela notte di questo lunedì. Il massimo impatto è stato di 1.722 MW alle 18:30.

Già alle 6:00 di lunedì, la disponibilità del SEN era di appena 1.170 MW, a fronte di una domanda di 2.000 MW, lasciando 819 MW colpiti sin dall'inizio.

Per l'orario di mezzogiorno, la UNE ha stimato un'ammenda maggiore, di 1.150 MW.

Captura di Facebook / Unione Elettrica UNE

La situazione tecnica del sistema è caratterizzata da molteplici guasti.

Si segnalano guasti in quattro unità delle termoelettriche Mariel, Santa Cruz, Felton e Antonio Maceo. Inoltre, due blocchi delle CTE Nuevitas e Carlos Manuel de Céspedes sono ancora in manutenzione.

A questo si aggiunge che questa mattina è uscita dalla servizio anche la CTE Guiteras per riparare un guasto nella struttura della caldaia.

D'altra parte, le limitazioni nella generazione termica mantengono 588 MW fuori servizio.

Per l'orario di punta della sera, la UNE prevede il completamento di 60 MW nell'Unità 1 di Felton, l'entrata di quattro motori della Patana di Regla con 30 MW e l'incorporazione di sei motori del Fuel di Moa con 84 MW.

Tuttavia, il panorama rimane critico: si prevede una disponibilità di 1.224 MW a fronte di una domanda massima di 3.100 MW, il che lascia un deficit di 1.876 MW e un'impatto stimato di 1.906 MW in quell'orario.

Sebbene il Governo insista nel mostrare progressi con l'energia rinnovabile, la stessa UNE riconosce che la produzione dei 49 nuovi parchi solari fotovoltaici è stata di 4.259 MWh, con una potenza massima di 654 MW durante l'orario di mezzogiorno.

Quella cifra, tuttavia, risulta chiaramente insufficiente per compensare il collasso della generazione termica e la mancanza di manutenzione degli impianti termoelettrici.

A L'Avana, la Empresa Eléctrica ha comunicato che domenica il servizio è stato interrotto per 4 ore e 13 minuti.

La massima disponibilità è stata di 269 MW alle 18:20, e non è stato possibile ripristinare il servizio per deficit fino alle 20:43.

Al termine del documento, rimanevano sei blocchi colpiti (212 MW), con previsione di ripristino per la mattina.

Captura di Facebook / Azienda Elettrica de La Habana

La stessa entità ha avvertito che, se le condizioni del SEN non migliorano, saranno colpiti blocchi e circuiti a causa di emergenze energetiche senza orari previsti.

Il salto di un deficit di circa 1.500 MW durante il fine settimana a quasi 2.000 MW questo lunedì evidenzia che la crisi non solo continua, ma si aggrava.

Decenni di mancanza di investimenti reali, cattiva gestione e promesse non mantenute hanno lasciato il sistema elettrico in uno stato di vulnerabilità estrema.

Mentre il discorso ufficiale parla di "piani" e "parchi solari", la popolazione affronta blackout sempre più lunghi, senza informazioni chiare e con un governo che non riesce - né sa - come tirare il paese fuori dal collasso energetico.

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