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Il regime cubano inizia ad applicare nelle province, con nome e cognome, il ritorno ufficiale al “Periodo Speciale” che Miguel Díaz-Canel aveva già annunciato a L'Avana. Ora è il turno di Cienfuegos.
A seguito di un post su Facebook, il Governo Provinciale ha annunciato una serie di restrizioni “di fronte alla complessa situazione energetica che il paese sta affrontando”, una frase che è diventata sinonimo di blackout interminabili, paralisi produttiva e tagli generalizzati.
La governatrice Yolexis Rodríguez Armada ha riunito organismi chiave e ha chiarito che il paese entra in modalità sopravvivenza e la vita quotidiana si riorganizza attorno al minimo indispensabile. “Tutto si riduce”, anche se non lo ha detto in questi termini.
L'annuncio arriva pochi giorni dopo il discorso televisivo di Díaz-Canel, in cui ha riconosciuto che Cuba sta rivivendo gli anni più difficili del Periodo Speciale, ha ammesso che dal dicembre del 2025 non arriva petrolio venezuelano e ha anticipato che sarebbero state adottate misure "restrittive" ispirate alla vecchia "opzione zero" ideata da Fidel Castro.
A Cienfuegos, quella "opzione zero" ha già un volto.
Tra le misure più delicate per la popolazione, il Governo ha confermato che le chirurgie sono rinviate e verranno trattate solo le emergenze, sebbene rimarranno attivi servizi vitali come emodialisi, oncologia e il Programma Materno Infantile.
Nel trasporto, vengono sospesi i collegamenti intercomunali e rurali, e si interrompe anche il traghetto attraverso la baia. Rimarranno attivi solo "dieci punti di imbarco" all'interno del territorio, con orario limitato dalle sei del mattino alle sei di sera.
Inoltre, sarà obbligatorio per i veicoli statali fermarsi in questi punti per raccogliere passeggeri, una misura che molti cubani interpretano come il ritorno delle imposizioni dello Stato sulla mobilità cittadina.
Nel frattempo, le cantine e i negozi statali modificheranno gli orari dalle sette del mattino alle due del pomeriggio, e le banche lavoreranno solo quattro ore al giorno, “sempre che ci sia disponibilità di energia elettrica”.
Nel caso del pane normato, è stato comunicato che in molte zone verranno attivati forni a legna e il prodotto sarà consegnato a giorni alterni. Anche l'istruzione si adatta: le scuole superiori e altri livelli applicheranno varianti già utilizzate durante la pandemia, con sessioni doppie “dove le condizioni lo permettono”.
Ma la frase che riassume lo spirito del pacchetto di misure è un'altra: “zero consumo durante il fine settimana” per gli enti che possono riorganizzare i servizi da lunedì a giovedì.
Il popolo esplode: “Il sacrificio è per noi, non per loro.”
Sebbene il Governo abbia chiesto “empatia” e “di mantenere la popolazione sempre informata”, i commenti sui social media riflettono un’indignazione crescente.
Un cienfueguero ha riassunto il sentimento popolare con ironia amarga: “Il popolo deve risparmiare energia che non ha, è sempre al buio. L'investimento dell'Hotel Jagua continua, ma il popolo deve sacrificarsi, è giusto?”.
Altri cittadini hanno messo in discussione la mancanza di alternative reali per cucinare, di fronte alla crisi del gas e all'alto prezzo del carbone. “Dovrebbero offrire carbone più economico”, ha reclamato un utente, mentre altri hanno denunciato che un sacco può costare fino a 3.000 pesos.
La popolazione ha anche chiesto che venga controllato l'uso di carburante da parte di quadri e dirigenti, e che non vengano mantenuti privilegi per coloro che vivono con una centrale elettrica e trasporto garantito.
Uno dei commenti più allarmanti ha riferito un fatto accaduto all'ospedale provinciale, dove un barelliere avrebbe chiesto 500 pesos per prestare una sedia a rotelle a una donna con paralisia parziale.
“Questo non è fantascienza. Questo è accaduto oggi a Cienfuegos”, ha scritto l'utente, chiedendo un maggiore controllo su questi abusi, proprio mentre il Governo insiste su “resistenza” e “disciplina”.
La pubblicazione ufficiale conclude che le misure cercano di “trasmettere fiducia” e “fornire soluzioni alle preoccupazioni del popolo”, ma la risposta dei cittadini mette in luce qualcos'altro: stanchezza, frustrazione e una sensazione generale che il paese retrocede ogni giorno.
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