Trump lancia un avviso a governatori e sindaci democratici: richiede piena cooperazione con l'ICE per le deportazioni



Donald TrumpFoto © Facebook/La Casa Bianca

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Il presidente Donald Trump ha rimesso l'immigrazione al centro del dibattito politico negli Stati Uniti e ha lanciato un avvertimento diretto ai governatori e ai sindaci democratici: o cooperano pienamente con l'ICE o, secondo lui, continueranno a essere responsabili del "caos" e della "violenza" che attribuisce all'immigrazione irregolare.

In un messaggio pubblicato sul suo social media Truth Social, Trump ha accusato l'amministrazione democratica precedente di aver permesso l'ingresso di “decine di milioni” di immigrati senza documenti, descrivendoli in termini allarmistici come criminali pericolosi.

Cattura di Truth Social/Donald J. Trump

Il mandatario ha assicurato che durante quegli anni nel paese sono entrati assassini, stupratori, rapitori, narcotrafficanti e persino terroristi, un racconto che torna a scuotere migliaia di famiglie migranti che oggi vivono con la paura di un'imminente deportazione.

Trump ha affermato che la sua vittoria elettorale e il controllo repubblicano del Congresso si devono, in gran parte, alla promessa di chiudere il confine e di eseguire “la più grande deportazione di massa di criminali illegali nella storia degli Stati Uniti”.

Secondo quanto detto, quel piano è già in atto e si sta sviluppando senza proteste né disordini negli stati governati dai repubblicani, dove le forze di polizia locali collaborano attivamente con le autorità federali per l'immigrazione.

Il presidente ha citato come esempi stati come Texas, Florida e Georgia, dove, ha assicurato, l'ICE ha arrestato più di 150.000 immigrati con precedenti penali nell'ultimo anno. Per Trump, la chiave è nella cooperazione tra i governi locali e federali, qualcosa che, secondo quanto denuncia, le cosiddette "città santuario" sotto controllo democratico si rifiutano di fare.

Captura di Truth Social/Donald J. Trump

Nel suo messaggio, il mandatario ha puntato il dito contro leader democratici come il governatore Tim Walz e il sindaco Jacob Frey, ai quali ha chiesto di consegnare alle autorità federali gli immigrati privi di documenti detenuti nelle prigioni statali e locali. Ha anche richiesto che le polizie locali contribuanti a identificare, arrestare e trattenere persone con status migratorio irregolare ricercate per reati.

Trump è andato oltre e ha chiesto al Congresso di approvare immediatamente una legislazione per eliminare le città santuario, che ha definito la "radice del problema". Secondo lui, le città americane dovrebbero essere "santuari sicuri solo per cittadini rispettosi della legge", una frase che risuona con forza tra le comunità migranti che temono di trovarsi ancor più esposte.

Captura di facebook/La Casa Bianca

Le dichiarazioni del presidente arrivano, inoltre, in un momento di massima tensione dopo la morte di Alex Pretti, un'infermiera americana di 37 anni abbattuta da agenti federali durante un'operazione dell'ICE a Minneapolis. Il caso ha suscitato un'ondata di indignazione nazionale e dure critiche nei confronti dell'operato delle autorità migratorie.

Pretti è morto sabato durante una manifestazione contro le operazioni dell'ICE, dopo aver intervenuto nel vedere come un agente spingeva una donna. Video diffusi sui social mostrano che stava registrando con il suo telefono quando è stato colpito da gas lacrimogeni, abbattuto a terra e immobilizzato da diversi agenti. Secondi dopo, si sono sentiti colpi contro il suo corpo già immobile.

Il governo di Trump ha immediatamente difeso l'operato degli agenti e ha persino accusato Pretti di "terrorismo", una versione fermamente respinta dalla sua famiglia. Alla condanna pubblica si sono uniti questo domenica Barack e Michelle Obama, i quali hanno definito l'accaduto una "tragedia straziante" e hanno avvertito che la violenza associata alle operazioni migratorie "deve finire".

Los Obama hanno denunciato tattiche federali che hanno definito caotiche e pericolose, sottolineando che hanno già causato la vita di almeno due cittadini statunitensi nel Minnesota dall'inizio di gennaio. Il caso di Pretti, insieme a quello di Renée Nicole Good, ha intensificato le proteste contro l'ICE e ha collocato il Minnesota al centro del dibattito nazionale su immigrazione, uso della forza e responsabilità del governo.

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