Perché la petroliera Mia Grace, che trasportava combustibile a Cuba dall'Africa, cambia rotta?



Mia GraceFoto © Vessel Tracker

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Il sabato è stata resa nota la notizia che la nave petrocamica Mia Grace, salpata il 19 gennaio da Lomé, in Togo, con un carico previsto per L'Avana, ha modificato il suo manifesto e ora si dirige verso il porto di Río Haina, vicino a Santo Domingo, dove si prevede che arrivi il 2 febbraio.

Le piattaforme di tracciamento satellitare mostrano che l'imbarcazione, che naviga sotto bandiera delle Isole Marshall, ha modificato la sua rotta durante l'attraversamento dell'Atlantico, il che ha generato incertezza su se alla fine il suo carico di combustibile -presumibilmente diesel o fuel oil- arriverà a Cuba o rimarrà in un altro punto di transito.

Rio Haina è un importante porto commerciale dominicano specializzato in carichi generali, liquidi e prodotti chimici, molto vicino alla Refinería Dominicana de Petróleo (REFIDOMSA), che si occupa della raffinazione e importazione di prodotti petroliferi.

Il Mia Grace, una nave cisterna di petrolio e prodotti chimici, ha una lunghezza totale di 183 metri e una larghezza di 32 metri, con un tonnellaggio di peso morto di 50 tonnellate.

Perché ha cambiato rotta?

I rapporti e gli esperti indicano diverse possibili ragioni, anche se non c'è ancora una versione ufficiale confermata, Cibercuba analizza due ragioni probabili.

La Mia Grace è partita originariamente dal porto di Anversa, in Belgio, dove GAESA ha effettuato acquisti puntuali in anni precedenti, e da lì è andata in Togo a ritirare il suo carico.

Il cambiamento del suo percorso coincide con un aggravamento della crisi energetica a Cuba, che ha ulteriormente deteriorato la già precaria vita quotidiana di migliaia di famiglie e ha costretto settori della popolazione a protestare con cacerolazos per i blackout.

In attesa di chiarimenti su se la nave consegnerà il suo carico nella Repubblica Dominicana o se cambierà nuovamente piano, la popolazione osserva con preoccupazione come le complicazioni logistiche si traducano in ulteriore incertezza per un paese che ha urgente bisogno di combustibile.

Acquisto "spot" e logistica complessa

Specialisti suggeriscono che il combustibile potrebbe essere stato acquisito dall'azienda statale Cubametales (del conglomerato GAESA) attraverso un intermediario europeo, il che complica la logistica e potrebbe aver finito per alterare il piano di consegna.

Secondo quanto rivelato a Diario de Cuba da Jorge Piñón, ricercatore non residente dell'Istituto di Energia dell'Università del Texas, la nave potrebbe trasportare un acquisto effettuato in contante dalla società Cubametales, di proprietà del Gruppo Empresarial GAESA, con un commerciante europeo che agisce come intermediario.

“Non è chiara la qualità del carico, ma speculiamo che si tratti di diesel o olio combustibile. Il Togo non ha alcuna raffinazione di petrolio, ma esporta petrolio raffinato e ospita una grande infrastruttura di transito e logistica marittima,” ha precisato.

L'esperto ritiene che la nave potrebbe trasportare circa 314.500 barili di gasolio o 280.500 barili di olio combustibile. "Sembra che non sia completamente carico, secondo il suo pescaggio", ha commentato.

El Mia Grace è partita originariamente dal porto di Anversa, in Belgio, dove GAESA ha effettuato acquisti mirati negli anni precedenti, e da lì è andata in Togo a ritirare il suo carico.

L'impulso del contesto politico

Le ragioni geopolitiche e la pressione internazionale, legate alle sanzioni degli Stati Uniti e ai timori di possibili ritorsioni per il trasporto di carburante verso Cuba, potrebbero aver influito sulla decisione di cambiare meta.

Lo certo è che la notizia del cambio di rotta è praticamente coincisa con quella che indica che l'amministrazione del presidente Donald Trump starebbe considerando nuove misure per forzare un cambio di regime a Cuba, inclusa la possibilità di imporre un blocco totale alle importazioni di petrolio verso l'isola, secondo quanto riferito a Politico  da tre persone a conoscenza delle discussioni interne.

La proposta —che non è ancora stata approvata— sarebbe un'escalation rispetto ad annunci precedenti di Trump su fermare il petrolio che arriva a Cuba dal Venezuela e fa parte di un pacchetto di azioni che potrebbe essere presentato al presidente.

Secondo le fonti citate da Político, l'idea è stata promossa da critici del governo cubano all'interno della stessa amministrazione e godrebbe del sostegno del Segretario di Stato Marco Rubio, secondo due delle tre persone consultate, tutte sotto condizione di anonimato per trattarsi di conversazioni delicate.

Politico segnala che non è stata presa una decisione su se verrà implementato il blocco.

Una delle persone ha descritto l'energia come "strozzatura" per "finire" con il regime e ha assicurato che, secondo la visione di coloro che difendono l'escalation, il rovesciamento del governo comunista sarebbe un "evento" che si verificherà nel 2026.

Il rapporto indica che all'interno del governo statunitense ci sono discussioni su se sia necessario arrivare "così lontano".

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