Sale de Venezuela il primo carico di petrolio diretto verso gli Stati Uniti sotto un nuovo accordo



Buque Gloria MarisFoto © VesselFinder

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Una nave carica di greggio pesante venezuelano è salpata questa domenica dal porto di José con destinazione diretta agli Stati Uniti, segnando un cambiamento significativo nei rapporti energetici tra Caracas e Washington dopo anni di sanzioni.

Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, la nave cisterna Gloria Maris, noleggiata dal commerciante Trafigura e sotto bandiera della Liberia, è partita verso il Louisiana Offshore Oil Port (LOOP) con circa un milione di barili di petrolio crudo Merey, segnando la prima spedizione diretta di petrolio venezuelano verso il territorio statunitense nell'ambito del nuovo accordo di fornitura di 50 milioni di barili concordato questo mese tra i due governi.

Il movimento avviene in un momento cruciale per l'industria petrolifera venezuelana, già colpita, che accumula oltre 40 milioni di barili in inventario e affronta gravi limitazioni operative dopo anni di sanzioni.

Il tragitto del Gloria Maris può essere seguito in tempo reale attraverso la piattaforma MarineTraffic, dove appare in rotta dalla terminal venezuelana di José verso la costa statunitense, con arrivo stimato per la fine di gennaio. L’immagine della nave che avanza per i Caraibi è diventata una cartolina simbolica di un giro geopolitico che pochi avrebbero potuto immaginare solo pochi mesi fa.

Secondo Reuters, Trafigura e Vitol sono state le prime case commerciali a ricevere licenze americane per caricare ed esportare petrolio venezuelano. Fino ad ora, entrambi i gruppi avevano inviato carichi a terminali dei Caraibi, da dove il petrolio veniva commercializzato a raffinerie di altri paesi.

Un altro nave, il Volans, è salpata dal porto di José lo stesso giorno con circa 450 mila barili di greggio diretta a Curazao, mentre i numeri delle spedizioni sotto l'accordo hanno già superato i 10 milioni di barili.

Questo progresso avviene parallelamente a un crescente interesse internazionale per il petrolio venezuelano. Numerose compagnie petrolifere europee e statunitensi hanno richiesto licenze all'amministrazione di Donald Trump per operare nuovamente in Venezuela, in quello che Washington presenta come parte di una strategia di ricostruzione del settore energetico dopo la cattura di Nicolás Maduro e l'inizio di una fase di transizione politica.

Sebbene il regime venezuelano non possa ancora invertire i tagli alla produzione imposti durante il blocco totale ai petroliere sottoposti a sanzioni, la partenza di questo primo carico diretto verso gli Stati Uniti segna un punto di svolta.

Per una popolazione colpita dalla crisi economica e dalla migrazione di massa, il petrolio torna a occupare il centro di un gioco geopolitico i cui benefici reali rimangono un'incognita.

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