In un contesto regionale caratterizzato da tensioni, avvertimenti e discorsi di forza, un atto politico a Guantánamo ha nuovamente fatto ricorso all'epica rivoluzionaria più estrema per rispondere a ciò che il governo cubano presenta come una minaccia imminente contro l'isola.
In un video che circola sui social media, registrato durante un atto di riaffermazione rivoluzionaria in quella provincia orientale, un oratore ha dichiarato dalla tribuna che, se Cuba fosse il prossimo obiettivo dopo quanto accaduto in Venezuela, il paese risponderebbe con un "esercito" simbolico sorto dalla morte.
“Emerge dal fondo dell'oceano la mitragliatrice e l'immagine imperitura di Camilo Cienfuegos Gorriarán”, proclamò, prima di invocare il Che Guevara, Fidel Castro, Raúl Castro e l'attuale governante Miguel Díaz-Canel come parte di una risposta continentale per “liberare ancora una volta la pace in America”.
Le parole, cariche di immagini belliche e riferimenti a leader scomparsi, fanno appello a una narrativa che per decenni è stata utilizzata dal potere a Cuba nei momenti di crisi: quella della resistenza eterna, quella del sacrificio eroico e quella di un nemico esterno sempre in agguato.
In questo caso, il messaggio dialoga direttamente con il nuovo clima politico dopo la cattura di Nicolás Maduro e le dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti, dove Cuba è tornata al centro del dibattito regionale.
Mentre al di fuori dell'isola si parla di sanzioni, pressione internazionale e possibili cambiamenti di scenario, all'interno del paese il discorso ufficiale torna a rifugiarsi nei simboli del passato.
Non si menzionano blackout, scarsità, inflazione né la migrazione di massa che ha svuotato interi quartieri, ma la promessa di una risposta epica guidata da figure che non ci sono più e da slogan che molti cubani ascoltano da generazioni.
Il contrasto non passa inosservato per una popolazione esausta dalla crisi quotidiana. Per molti, risulta difficile collegare la retorica dei "distaccamenti di risposta rapida" e dei guerriglieri leggendari con una realtà segnata dalla lotta quotidiana per sopravvivere, dall'incertezza e dal silenzio ufficiale di fronte ai problemi più urgenti.
Il video da Guantánamo non solo risveglia il tono più bellicoso del discorso rivoluzionario, ma mostra anche come, di fronte a ogni scossa esterna, il potere a Cuba scelga di guardare al passato e convocare i morti, mentre i vivi continuano ad aspettare risposte.
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