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Le autorità degli Stati Uniti hanno intensificato l'attenzione sulla ricchezza accumulata da Nicolás Maduro e dal suo entourage, in un dibattito che include aerei privati, gioielli, ville e altri beni di lusso presumibilmente distribuiti tramite prestanomi in diverse giurisdizioni, secondo i rapporti citati da Clarín.
Secondo quel rapporto, organizzazioni come Transparencia Venezuela stimano che la fortuna di Maduro potrebbe raggiungere i 3.800 milioni di dollari, come calcolo “provvisorio” del patrimonio accumulato nel corso di oltre due decenni di controllo politico chavista, mentre parte di quelle proprietà sarebbe già stata soggetta a misure di sequestro o monitoraggio.
Entre i beni menzionati compaiono residenze in zone esclusive del sud della Florida (come Coral Gables e Sunny Isles Beach) e ville nella Repubblica Dominicana.
También include gioielli e altri oggetti di alto valore, secondo la stessa pubblicazione, che attribuisce parte delle segnalazioni a rapporti di ONG, media e autorità statunitensi.
L'articolo riferisce anche che, dopo l'operazione militare che ha portato all'arresto di Maduro, la procura statunitense avrebbe confermato la sequestro immediato di beni per un valore approssimativo di 700 milioni di dollari, comprese ville in Florida e aerei privati sotto sorveglianza, oltre a ordini riguardanti proprietà legate all'entourage del leader chavista.
In parallelo, la Svizzera ha ordinato il congelamento di beni legati a Maduro e ai suoi associati nella sua giurisdizione come misura precauzionale per impedire l'uscita di fondi potenzialmente illeciti, ha riportato Reuters, senza specificare importi concreti.
Tra i simboli di lusso che hanno attirato l'attenzione pubblica figura il Dassault Falcon 900EX, un aereo associato al governo venezuelano che è stato confiscato nella Repubblica Dominicana e trasferito in Florida in un caso precedente legato a sanzioni, secondo i rapporti stampa.
Según Clarín, oltre a immobili e aeromobili, sono state diffuse immagini e riferimenti a auto di lusso, inventari di gioielli (con orologi di marche di lusso) e lingotti d'oro sequestrati, anche se lo stesso rapporto sottolinea che il materiale sequestrato fino ad ora corrisponderebbe alla parte “rintracciabile” e fisicamente accessibile in giurisdizioni occidentali.
L'ONG Transparencia Venezuela avverte che la maggiore sfida per recuperare gli attivi sarà il rintracciare beni legati all'estrazione illecita di oro e agli investimenti canalizzati attraverso alleati in paesi che non riconoscono le sentenze giudiziarie statunitensi, pertanto il processo di localizzazione e eventuale rimpatrio dei fondi potrebbe protrarsi.
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