Non erano Avispas Negras i cubani morti durante la cattura di Maduro in Venezuela



I 32 cubani morti in Venezuela non appartenevano a unità d'élite, ma erano scorte, agenti del MININT e delle FAR. I loro nomi rivelano la presenza militare cubana nel cerchio di Maduro, smentendo le precedenti negazioni de L'Avana.

Maduro con militari e scorte in abiti civiliFoto © Facebook / Nicolás Maduro

I 32 cubani deceduti lo scorso 3 gennaio in Venezuela durante l'operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, non appartenevano alle temute unità d'élite delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) né del Ministero dell'Interno (MININT), come riportato da diversi media internazionali.

Secondo informazioni ufficiali pubblicate dallo stesso regime cubano, i deceduti erano scorte, agenti del MININT e due ufficiali attivi delle FAR —un capitano e un sottufficiale maggiore— mentre il resto dei militari delle FAR presenti nell'elenco ufficiale è stato identificato come soldati in pensione.

Questo contraddice le versioni diffuse da numerosi media e analisti, che hanno affermato che tra i caduti si trovavano membri delle Avispas Negras del Brigada Especial Nacional (BEN, berretti neri), due corpi d'élite del regime cubano noti per il loro addestramento nel combattimento corpo a corpo e per essere utilizzati in operazioni di repressione e controllo delle manifestazioni all'interno dell'isola.

I deceduti: agenti del MININT e due ufficiali attivi delle FAR

Il elenco include i nomi, i gradi e le età dei 32 deceduti, tra cui figurano i colonnelli Humberto Alfonso Roca Sánchez (67 anni) e Lázaro Evangelio Rodríguez Rodríguez (62), insieme a diversi maggiori, capitani e tenenti.

Il Capitano Adrián Pérez Beades (34 anni) e il Sottufficial Maggiore Suriel Godales Alarcón (42) sono gli unici ufficiali delle FAR menzionati nell'elenco, mentre il resto degli identificati dal regime è stato classificato come soldati pensionati, con età comprese tra i 35 e i 59 anni.

Trajectoria di alcuni dei deceduti

Diversi ufficiali caduti erano già stati identificati in altre missioni di scorta all'interno di Cuba, incluso il Colonnello Humberto Alfonso Roca Sánchez, di 67 anni, che avrebbe ricoperto funzioni di sicurezza personale e potrebbe essere stato uno dei capi del gruppo abbattuto in Venezuela.

Negazioni precedenti del regime cubano

Tanto il regime cubano quanto lo stesso Nicolás Maduro hanno negato per anni la presenza di militari dell'isola nel suo anello di sicurezza. Tuttavia, la pubblicazione dei nomi e dei gradi dei 32 deceduti conferma che quei cubani facevano parte del dispositivo di protezione del dittatore venezuelano al momento della sua cattura da parte delle forze statunitensi.

Il governo di Cuba ha affermato che i caduti svolgevano il loro dovere di proteggere Cuba e il Venezuela, ma non ha fornito dettagli sulle funzioni specifiche che ricoprivano.

Un silenzio che lascia più domande

La mancanza di informazioni ufficiali sul ruolo dei cubani morti in Venezuela rafforza i dubbi sull'effettivo raggio d'azione della presenza militare dell'isola in quel paese. Per anni, L'Avana ha insistito che la sua cooperazione con Caracas fosse strettamente civile, incentrata sull'invio di medici e consulenti tecnici.

Il riconoscimento dei caduti, tuttavia, segna un cambiamento nella narrativa ufficiale e mette in evidenza la profondità dei legami tra i due regimi, proprio in un momento in cui il chavismo ha iniziato a collaborare con l'amministrazione Trump dopo l'arresto di Maduro.

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Redazione di CiberCuba

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