Trump conferma la cattura di Nicolás Maduro e Cilia Flores in un'operazione militare degli Stati Uniti.



Le forze statunitensi hanno catturato Nicolás Maduro e Cilia Flores, trasferendoli al di fuori del Venezuela. Il governo venezuelano riconosce la loro assenza e denuncia un'aggressione imperiale. La regione reagisce.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, ha confermato questo sabato che le forze statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, in un'operazione militare su larga scala eseguita nel corso della notte. Secondo l'annuncio, entrambi sono stati trasferiti al di fuori del Venezuela da membri delle Forze Armate statunitensi.

Messaggio di Trump sui social media

In un messaggio pubblicato sul suo account di Truth Social, Trump ha affermato che l'operazione è stata eseguita “con successo e in coordinamento con le agenzie di sicurezza degli Stati Uniti”, assicurando che “Nicolás Maduro, insieme a sua moglie, è stato catturato e trasferito fuori dal paese”. Il presidente ha aggiunto che terrà una conferenza stampa a Mar-a-Lago alle 11:00 (ora locale della Florida) per fornire ulteriori dettagli.

Il governo venezuelano ammette che Maduro non si trova nel paese

Poche ore dopo l'annuncio, la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez ha confermato che il governo del Venezuela non conosce il paradero di Nicolás Maduro e di Cilia Flores, ammettendo di fatto che entrambi non si trovano più sul territorio venezuelano. Durante una trasmissione speciale su Venezolana de Televisión, Rodríguez ha qualificato la situazione come “un momento di massima gravità per la nazione” e ha denunciato “un'aggressione imperiale senza precedenti”.

“Fino ad ora non siamo riusciti a stabilire comunicazione né con il presidente né con la prima combattente. Esigiamo dal Governo del presidente Donald Trump prove di vita immediate del presidente Maduro e della prima dama”, ha dichiarato la funzionaria. L'affermazione conferma che il regime chavista accetta la cattura di Maduro, anche se la qualifica come un “sequestro”.

Rodríguez ha confermato che il paese rimane sotto stato di emergenza mentre si segnalano bombardamenti e scontri in varie regioni, tra cui Caracas, Aragua, La Guaira e Miranda. Immagini dell'alba mostrano esplosioni vicino a Fuerte Tiuna e al Palacio de Miraflores, epicentri del potere militare e politico venezuelano.

Reazioni internazionali e regionali

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha chiesto riunioni urgenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e dell'OEA per affrontare la crisi, mentre da L'Avana, Miguel Díaz-Canel ha condannato gli attacchi e accusato Washington di “terrorismo di Stato contro il coraggioso popolo venezuelano”. Al contrario, diversi governi della regione sono rimasti in silenzio o hanno emesso comunicati ambigui in attesa di maggiori precisazioni.

Celebrazione a Miami e Washington

Negli Stati Uniti, diversi congressisti cubanoamericani hanno celebrato apertamente l'operazione militare e l'annuncio di Trump. Il rappresentante repubblicano Carlos A. Giménez ha scritto sui social media X: “È caduto Maduro; Díaz-Canel e Ortega sono i prossimi. Il nostro emisfero sarà l'emisfero della libertà”.

Il legislatore Mario Díaz-Balart ha qualificato l'azione come “un esempio di leadership decisiva”, assicurando che il regime di Maduro “rappresentava una minaccia diretta per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Ha ringraziato il presidente Trump, il segretario di Stato Marco Rubio e le Forze Armate “per aver agito con determinazione”.

Per parte sua, la congressista María Elvira Salazar ha celebrato la fine del “narcoterrorismo imposto dal regime di Maduro”, sottolineando il ruolo dell'amministrazione Trump nel “ripristinare la libertà e la democrazia in Venezuela”.

Venezuela sotto tensione e senza un leader visibile

A Caracas e in altre regioni del paese, persistono i blackout, le interruzioni di comunicazione e le esplosioni nelle strutture militari. Fonti locali segnalano scontri isolati e una forte presenza di truppe in zone strategiche, mentre la struttura del potere chavista sembra disarticolata. I principali mezzi di informazione statali hanno ridotto la loro copertura e funzionari vicini a Maduro rimangono in silenzio.

Con la conferma del suo arresto e trasferimento all'estero, Nicolás Maduro lascia il Venezuela in un vuoto di potere senza precedenti. La comunità internazionale osserva con cautela l'esito di un'operazione che potrebbe ridefinire l'equilibrio politico in America Latina.

CiberCuba continua a raccogliere informazioni e a verificare le conseguenze politiche e diplomatiche di questa cattura confermata.

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