Cubadebate si schiera in difesa del deputato che ha sostenuto le mipymes e ha criticato il collasso produttivo del paese



Il deputato Emilio Interián critica la crisi economica a Cuba e difende le mipymes per la loro efficienza rispetto alla gestione statale. Cubadebate sostiene il deputato, ma evita di mettere in discussione il modello economico centralizzato.

Diputato Emilio Interián RodríguezFoto © Cubadebate

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Il mezzo ufficiale Cubadebate ha pubblicato un ampio testo in difesa del deputato Emilio Interián Rodríguez, dopo che il suo intervento nell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha catturato l'attenzione per qualcosa di poco abituale nel Parlamento cubano: una difesa esplicita delle mipymes e una critica diretta al deterioramento produttivo del paese, in mezzo a una crisi economica senza precedenti.

Durante il suo discorso, Interián —presidente di una cooperativa agricola e deputato del comune habanero di Arroyo Naranjo— ha riconosciuto che, sei mesi dopo l'ultima sessione parlamentare, la situazione nazionale è oggi più grave in settori chiave come l'energia, il carburante e l'alimentazione.

“Non è onesto continuare a promettere soluzioni che non arrivano mai”, ha avvertito, mettendo in discussione la ripetizione di discorsi ufficiali che annunciano miglioramenti che non si concretizzano mentre la crisi si approfondisce.

Desde la sua esperienza come produttore, il deputato ha difeso l'applicazione al settore agroalimentare dello stesso approccio —anche se limitato— che è stato consentito alle mipyme, sottolineando che grazie a queste oggi esistono beni e servizi che l'apparato statale è stato incapace di garantire per anni.

Poneva come esempio un'impresa di sabbia affittata a una Mipyme, dove i materiali da costruzione vengono commercializzati in modo legale, rapido e senza la paralisi burocratica che caratterizzava la loro gestione statale. Secondo Interián, questo modello ha eliminato l'inefficienza cronica e risolto problemi concreti della popolazione.

Ha affrontato anche uno dei temi più sensibili: la crisi dell'allevamento e dell'alimentazione animale. Ha ricordato che prima del 1959 esistevano piccole fabbriche di mangimi in quasi tutti i quartieri, il che permetteva di sostenere la produzione animale, in contrasto con la realtà attuale, caratterizzata dalla mancanza di forniture e dal collasso produttivo.

“Il mio grande sogno è poter comprare il cibo di cui ho bisogno, con la qualità necessaria, o elaborare io stesso il cibo per le mie produzioni”, ha affermato, in una dichiarazione che mette direttamente in discussione il controllo statale sui beni di prima necessità.

Interián ha anche difeso che non si dovrebbe limitare a coloro che producono con risultati, e ha affermato che se un produttore gestisce bene 65 ettari di terra, dovrebbe poter accedere a di più. “Non abbiate paura che, lavorando duramente, qualcuno guadagni”, ha detto, una frase inusuale all'interno del discorso ufficiale cubano.

Cubadebate e il controllo del racconto

Dopo la repercussione del suo intervento, Cubadebate ha pubblicato l'articolo “Interián, un guajiro nel parlamento”, un testo ampio che cerca di umanizzare, legittimare e inquadrare politicamente il deputato, sottolineando le sue origini contadine, la sua lealtà alla Rivoluzione e il suo impegno all'interno delle strutture ufficiali.

Sebbene il mezzo ufficiale riconosca implicitamente la gravità della crisi e il valore pratico delle mipymes, il testo evita qualsiasi interrogativo sul modello economico centralizzato, insistendo sul fatto che le proposte di Interián non mirano al “capitalismo”, ma all’“efficienza”, e ribadendo il suo impegno con il Partito Comunista.

Il contrasto tra la durezza del diagnosi del deputato e lo sforzo di Cubadebate per contenere il suo impatto politico mette in evidenza una crescente tensione all'interno del sistema stesso: tra coloro che, dall'esperienza della produzione, chiedono cambiamenti reali e urgenti, e coloro che continuano a difendere un modello che ha portato la produzione statale a minimi storici.

Nel frattempo, sono proprio le mipymes —con alti prezzi e severe limitazioni— a soddisfare oggi buona parte delle esigenze fondamentali della popolazione, in un Paese dove lo Stato non riesce più a garantire l'essenziale.

La denuncia di Interián non rompe con il sistema, ma espone una verità scomoda: senza cambiamenti strutturali profondi, la crisi produttiva continuerà ad aggravarsi, al di là di discorsi, slogan o profili eroici accuratamente costruiti dalla stampa ufficiale.

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Redazione di CiberCuba

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