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Il governante cubano Miguel Díaz-Canel ha qualificato come una “seria provocazione” la vendita annunciata di armi del governo degli Stati Uniti a Taiwan, e ha ribadito il sostegno di Cuba alla posizione della Repubblica Popolare Cinese sulla sovranità del territorio.
In un messaggio pubblicato sul suo account di Facebook, Díaz-Canel ha affermato che la decisione di Washington costituisce una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Cina, mentre ha riaffermato il supporto "inequivocabile" dell'Avana al principio di "una sola Cina".
"Il principio di una sola Cina riconosce Taiwan come parte inalienabile del suo territorio", ha sottolineato il mandatario, allineandosi nuovamente con la posizione ufficiale di Pechino nei confronti dell'isola autogovernata.
Le dichiarazioni di Díaz-Canel avvengono in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina, alimentate dalla cooperazione militare di Washington con Taiwan, che Pechino considera una provincia ribelle.
Il regime cubano ha storicamente mantenuto una postura allineata con la Cina in questioni di politica internazionale, specialmente nei conflitti che vedono coinvolti i suoi alleati strategici contro gli Stati Uniti.
Vendita di armi
Gli Stati Uniti hanno annunciato la vendita di armi a Taiwan nell'ambito di un accordo del valore di oltre 10.000 milioni di dollari, secondo quanto riportato dall'agenzia AP, che ha aggiunto che il pacchetto include missili a medio raggio, obici e droni, una misura che sicuramente infastidisce direttamente la Cina.
Il suddetto mezzo ha aggiunto che, se approvato dal Congresso, sarebbe il più grande pacchetto di armi degli Stati Uniti a Taiwan, superando l'importo totale di 8.400 milioni di dollari in vendite di armi durante l'amministrazione di Joe Biden.
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