Cronologia degli attacchi letali degli Stati Uniti a imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico



Dal settembre del 2025, gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi alle imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico, sostenendo di combattere il narcotraffico. L'offensiva ha distrutto 23 barche e causato 87 morti, suscitando critiche per mancanza di prove e uso della forza militare.

Navi della marina degli Stati UnitiFoto © Dominio pubblico

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L'offensiva è iniziata il 2 settembre 2025 e, da allora, si è ampliata dal Caribe verso il Pacifico orientale, con una sequenza di operazioni sempre più frequenti e letali. Washington la presenta come parte della guerra contro il narcotraffico e il "narcoterrorismo", mentre crescono le preoccupazioni per l'uso della forza militare in scenari privi di dichiarazione di guerra e per la mancanza di prove pubbliche verificabili su diversi obiettivi attaccati. Con episodi chiave a settembre, un aumento di intensità in ottobre e nuove azioni a novembre e dicembre, il bilancio consolidato da vari rapporti situa la crisi in 23 imbarcazioni distrutte e 87 morti, con 22 operazioni riconosciute tra i due teatri.

Cronologia degli attacchi degli Stati Uniti nei Caraibi e nel Pacifico

Desde il 2 settembre 2025, gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi letali contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico orientale, che hanno provocato almeno 23 barche distrutte e 87 morti, in un'offensiva presentata come parte della guerra contro il narcotraffico e il “narcoterrorismo”

Attacchi nei Caraibi

2 settembre – Attacco 1 (Caraibi): Gli Stati Uniti distruggono un motoscafo nelle acque dei Caraibi, nel primo intervento di questa serie, e Trump afferma che a bordo viaggiavano 11 membri del Tren de Aragua provenienti dal Venezuela; gli 11 muoiono nell'attacco. 

15 settembre – Attacco 2 (Caribe): Una seconda imbarcazione viene colpita in acque internazionali dei Caraibi, presentata come un motoscafo dedicato al traffico di droga da Venezuela verso l'America Centrale, con 3 morti confermati.

19 settembre – Attacco 3 (Caraibi): Terzo attacco contro un'imbarcazione nei Caraibi; Washington non specifica il porto di partenza, ma le autorità dominicane segnalano il sequestro di parte del carico di droga, e i conteggi collocano il bilancio vicino a una ventina di morti.

2 ottobre – Attacco di fronte al Venezuela: EE.UU. affonda un presunto narcolancha in acque internazionali di fronte alle coste del Venezuela, in un'operazione del Comando Sud in cui muoiono quattro presunti narcoterroristi.

14 ottobre – Attacco 5 (Caraibi): Vicino alle coste del Venezuela, le forze statunitensi attaccano un'altra imbarcazione che collegano a organizzazioni "terroristiche", con 6 morti.

16 ottobre – Attacco al “narcosottomarino”: In parallelo, Trump conferma che le forze statunitensi attaccano un sottomarino carico di droga nei Caraibi.

24 ottobre – Attacco 7 (Caraibi): Gli Stati Uniti segnalano un nuovo attacco contro un'imbarcazione presumibilmente gestita dal Tren de Aragua.

Finali di ottobre – Attacchi 8 e 9 (Caraibi): Man mano che si apre il fronte del Pacifico, si registrano uno o due attacchi aggiuntivi nei Caraibi, portando il numero di imbarcazioni distrutte in quella zona a 10 e i morti si aggirano intorno a 44, secondo il conteggio di fonti che consolidano i 19 attacchi iniziali.

1 novembre – Attacco globale 14/15 (Caraibi): Un'altra imbarcazione è stata bombardata nel mare dei Caraibi, con 3 morti descritti come narcotrafficanti.

6 novembre – Attacco globale 18/19 (Caraibi): L'ultima operazione letale conosciuta nei Caraibi fino a quella data porta a 10 gli attacchi in quella zona, con 44 morti.

Attacchi nel Pacifico orientale

21 ottobre – Primo attacco nel Pacifico: Le Forze Armate degli Stati Uniti effettuano un attacco letale contro un’imbarcazione nel Pacifico orientale, nelle acque internazionali, dove muoiono due presunti narcoterroristi.

23 ottobre – Attacco 9 globale (Pacifico 2): Nello stesso teatro del Pacifico, un'altra imbarcazione viene attaccata e 3 persone muoiono.

24 ottobre – Attacco 10 globale (Pacifico 3): Un nuovo intervento nel Pacifico si aggiunge al conteggio che già registra 10 barche distrutte e 43 morti tra Caraibi e Pacifico.

27 ottobre – Attacchi globali 11–13 (Pacifico 4–7): In uno dei giorni più letali, gli Stati Uniti attaccano tre volte e affondano quattro imbarcazioni nel Pacifico orientale, causando 14 morti.

29 ottobre – Narcolancha esplosa nel Pacifico: Quattro presunti narcotrafficanti morti dopo un attacco militare statunitense nel Pacifico orientale.

9 novembre – Attacco 19 globale (Pacifico 9): Si verificano due attacchi “gemelli” contro due barche nel Pacifico orientale, con 3 membri dell'equipaggio su ciascuna; i 6 muoiono, e il totale arriva a 19 attacchi, 20 imbarcazioni distrutte e 76 morti.

15 novembre – Attacco fulminante a un’imbarcazione nel Pacifico: Il 15 novembre, gli Stati Uniti affondano un'imbarcazione narcoterrorista nel Pacifico e uccidono i suoi tre occupanti, nell'ambito di una campagna che, secondo cifre ufficiali citate da CiberCuba, conta già 20 imbarcazioni distrutte e 75 presunti narcoterroristi abbattuti.

4 dicembre – Nuovo attacco in acque internazionali: A dicembre si verifica un altro attacco degli Stati Uniti contro una nave in acque internazionali, ormai inserito nella fase più aggressiva della campagna.

Bilancio aggiornato e contesto

Le ultime aggiornamenti elevano il bilancio a 23 barche distrutte, 87 morti e una crisi in aumento nel Caribe e nel Pacifico, con 22 operazioni riconosciute tra i due teatri.

Oltre al conteggio delle imbarcazioni affondate e dei morti, la campagna segna un punto di svolta: una militarizzazione aperta della lotta antidroga in alto mare, con un impatto diretto sulla regione e un costo umano che continua a salire. Mentre la Casa Bianca rafforza la sua narrazione di “narcoterrorismo”, le domande scomode si accumulano: quale quadro legale regola gli attacchi?, quali regole di ingaggio si applicano?, quale può essere l'“uscita” per Nicolás Maduro?, ci sarà un'escalation militare?, come definirà il “successo” il governo di Trump?

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Redazione di CiberCuba

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