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Il congresista repubblicano Mario Díaz-Balart ha assicurato che l'oppositore venezuelano María Corina Machado gode di ampio supporto e rispetto all'interno del Venezuela, contraddicendo così le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che aveva sminuito il sostegno interno verso la leader liberale.
In una conferenza stampa trasmessa da FOX News e in un'intervista con la giornalista Gloria Ordaz, Díaz-Balart ha affermato che Machado sarà la prossima presidente del Venezuela.
Il legale per la Florida ha sottolineato che il sostegno verso María Corina Machado “è reale e costante”, e non si limita unicamente alla diaspora venezuelana o a settori internazionali.
Il congresista ha anche espresso il suo sostegno all'operazione militare statunitense in cui forze d'élite hanno catturato il dittatore Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per essere processati negli Stati Uniti con l'accusa di narcoterrorismo. Ha qualificato l'azione come “necessaria” all'interno di una strategia per accelerare il cambiamento politico in Venezuela.
Inoltre, ha criticato con fermezza la reazione di alcuni congressisti democratici, che hanno accusato l'amministrazione Trump di "intervencionismo" e hanno avvertito che la decisione di far sì che Washington supervisioni la transizione venezuelana potrebbe essere interpretata come un ritorno al colonialismo.
Díaz-Balart ha respinto questa idea e ha difeso la decisione di eseguire l'operazione senza informare preventivamente il Congresso, citando motivi di sicurezza nazionale. Ha rivelato di essere stato informato personalmente “da alte sfere” riguardo alla cattura di Maduro, sebbene abbia evitato di fornire ulteriori dettagli su quella comunicazione.
Finalmente, il legislatore ha riassunto il suo sostegno alla presenza militare degli Stati Uniti nella regione fino a quando il Venezuela non raggiungerà una transizione democratica.
Noostante ciò, ha aperto la porta a un eventuale dialogo con Delcy Rodríguez, che si è autoproclamata presidente dopo l'arresto di Maduro, chiarendo che qualsiasi negoziazione deve concentrarsi esclusivamente nel facilitare un'uscita democratica, “mai nel legittimare” il regime chavista.
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