Attacco fulminante: gli Stati Uniti distruggono un'importante imbarcazione e abbattano i suoi membri dell'equipaggio

Gli Stati Uniti, sotto il comando di Pete Hegseth, hanno affondato un'imbarcazione narco-terrorista nel Pacifico, uccidendo tre occupanti. Questa azione fa parte di una campagna più ampia contro il narcotraffico.

Lancha abbattutaFoto © X / Comando meridionale

Sotto gli ordini del segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, la Forza Operativa Congiunta Southern Spear ha effettuato un attacco letale contro un'imbarcazione utilizzata per il contrabbando illecito di narcotici nel Pacifico orientale, in acque internazionali.

La zione è terminata con la nave affondata e tre narcoterroristi morti, come ha confermato i servizi di intelligence statunitensi.

L'operazione si è svolta il 15 novembre, quando la forza congiunta, dispiegata sotto il comando del Comando Sud degli Stati Uniti, ha identificato e attaccato un'imbarcazione operata da un'organizzazione terroristica designata, che stava percorrendo una rotta nota per il traffico di narcotici e trasportava carico di stupefacenti.

Secondo le informazioni ufficiali, l'obiettivo è stato precedentemente verificato dall'intelligence militare, che ha confermato sia la natura dell'obiettivo sia il suo utilizzo per il traffico illecito di droga.

Nel attacco sono morti i tre occupanti dell'imbarcazione, identificati dalle autorità come “narcoterroristi” legati a questa organizzazione.

Il vascello è stato distrutto in alto mare, in una zona dell'Oceano Pacifico orientale dove gli Stati Uniti assicurano che operano regolarmente lance e altre imbarcazioni dedicate al trasporto di droga verso rotte che successivamente si collegano con il continente americano.

Il affondamento di questa narcolancha si inserisce in una campagna più ampia del Comando Sud, che nelle ultime settimane ha riportato la distruzione di più di una dozzina di imbarcazioni presumibilmente legate al narcotraffico nelle acque dei Caraibi e del Pacifico orientale, operazioni nelle quali, secondo i rapporti, la maggior parte dei membri dell'equipaggio è deceduta.

Queste azioni sono presentate come parte dello sforzo per smantellare organizzazioni criminali transnazionali e interrompere le rotte di approvvigionamento di droga verso gli Stati Uniti.

L'operazione Southern Spear si svolge inoltre parallelamente a un notevole rinforzo della presenza navale statunitense nella regione, che include il dispiegamento della portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande del Pentagono, nelle acque dei Caraibi, anche sotto il comando di Hegseth e a sostegno delle direttive del presidente Donald Trump di contrastare i narcoterroristi e “proteggere la sicurezza dell'emisfero occidentale e del territorio americano”.

Dal Comando Sud si insiste sul fatto che questi dispiegamenti e attacchi fanno parte di una strategia integrata destinata a esercitare pressione diretta sulle reti di narcotraffico che operano in America Latina, attraverso una combinazione di operazioni navali, intelligence e colpi selettivi contro le imbarcazioni utilizzate per il traffico di droga, come l'imbarcazione distrutta nel Pacifico orientale.

Desde l'inizio dell'operazione, le forze statunitensi hanno distrutto 20 imbarcazioni e abbattuto 75 presunti narcoterroristi in azioni nei Caraibi e nel Pacifico, nell'ambito di quello che Washington descrive come un “offensiva diretta contro i cartelli latinoamericani”.

Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha spiegato che il dispiegamento mira a “rilevare, monitorare e interrompere le attività illecite che influenzano la stabilità della regione”.

Nel frattempo, il regime di Nicolás Maduro ha annunciato un “dispiegamento massiccio” di truppe, aeromobili e miliziani civili per rispondere a quello che ha definito una “minaccia imperiale”. Caracas sostiene che difenderà “ogni palmo del territorio venezuelano” di fronte a una possibile incursione straniera.

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