Cuba affonda in pratiche estreme: Caccia di uccelli, gatti e iguane per sopravvivere

Un rapporto del Food Monitor Program rivela che la fame spinge i cubani a pratiche estreme come la caccia di uccelli, gatti e iguane, riflettendo il collasso alimentare e morale del paese.

IguanaFoto © Wikimedia Commons

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La fame a Cuba ha raggiunto un punto di deterioramento morale e sociale dove la sopravvivenza si impone sui valori: ogni giorno, sempre più famiglie ricorrono alla caccia di animali selvatici o domestici per poter mangiare.

Secondo un rapporto recente del Food Monitor Program (FMP), organizzazione indipendente di monitoraggio alimentare, la scarsità cronica di proteine ha portato i cubani a pratiche impensabili anni fa: bracconaggio di uccelli, cattura e vendita di gatti, consumo di iguane e persino pesca con sostanze chimiche tossiche nei fiumi.

FMP avverte che la fame non svuota solo gli stomaci, ma “corrode i valori che sostengono una società”.

La crisi alimentare cubana, aggravata dall'inflazione, dalla mancanza di produzione agricola e dalla disorganizzazione istituzionale, ha spinto intere comunità a un limite di sopravvivenza.

In molte zone rurali e urbane, il cibo si ottiene “in qualunque modo”, senza considerare i rischi sanitari o ecologici.

Per il FMP, questa degradata non è dovuta solo alla fame, ma a “un lungo processo di collasso istituzionale” dopo decenni di controllo statale che hanno soffocato l'iniziativa privata e la produzione alimentare.

Nell'oriente del paese, il rapporto documenta la caccia del pitirre abejero, un uccello migratorio la cui carne viene venduta sul mercato nero a circa 400 pesos al chilo, equivalente al 20% del salario minimo.

Anche se è una specie protetta, la sua cattura è diventata una risorsa di sussistenza per famiglie disperate, danneggiando gravemente gli ecosistemi locali.

L'organizzazione avverte che il pitirre svolge un ruolo essenziale nel controllo degli insetti e la sua caccia massiccia altera l'equilibrio ambientale.

Lo studio raccoglie anche testimonianze sulla vendita di carne di gatto, una pratica che sta riemergendo tre decenni dopo il cosiddetto “Periodo Speciale”.

In province come Guantánamo, viene offerto apertamente su reti sociali come Revolico e Facebook.

La carne viene consumata per necessità, ma anche per credenze popolari che le attribuiscono proprietà curative.

Le associazioni di protezione degli animali denunciano che i gatti vengono cacciati, rubati e sacrificati senza controlli sanitari, nonostante la vigente Legge-Decreto 31/2021 sul Benessere degli Animali, che il regime non applica in modo efficace.

In alcune zone costiere, l'iguana cubana, specie endemica classificata come vulnerabile dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, è diventata fonte di cibo.

La crisi ha normalizzato la sua caccia per zuppe e stufati, accelerando il declino della specie.

La mancanza di consapevolezza ambientale e l'espansione agricola verso i loro habitat naturali aggravano il problema.

Otra pratica segnalata dal FMP è la pesca con sostanze chimiche per catturare gamberi di fiume. In alcuni villaggi, si utilizzano insetticidi come la cipermetrina o la permetrina, che avvelenano l'acqua e causano la morte di massa di pesci, granchi e microscopica fauna.

Quello che sembra una soluzione immediata per ottenere proteine distrugge interi ecosistemi e lascia le comunità esposte a contaminazione e malattie.

Food Monitor Program avverte che questi esempi rappresentano solo una parte del deterioramento visibile a Cuba.

Ogni giorno vengono registrati nuovi casi di persone che cacciano o consumano qualsiasi animale trovino, spinti da un bisogno estremo.

Ciò che emerge, conclude il rapporto, è una “morale della scarsità”, in cui la fame ridefinisce le norme sociali e trasforma la disperazione in giustificazione.

Il dilemma per il paese, sottolinea l'organizzazione, non è reprimere questi comportamenti, ma ricostruire le condizioni materiali ed etiche che li rendano superflui.

Mentre il regime continua a non offrire soluzioni strutturali né incentivi produttivi, Cuba affonda in una spirale di povertà, depredazione ambientale e perdita di valori.

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Redazione di CiberCuba

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