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Il cantante cubano Israel Rojas, direttore del duetto Buena Fe e riconosciuto portavoce del regime, ha sorpreso con un messaggio pubblicato su nel quale, per la prima volta, riconosce la gravità della situazione che attraversa il popolo e suggerisce che esprimersi di fronte alla crisi sia quasi un dovere civico.
“Tutti hanno il diritto, il dovere e quasi l’obbligo di esprimere il proprio dolore così come lo vivono”, scrisse Rojas.
L'interprete ha affermato che "quello che stiamo vivendo è di una gravità inefabile", e ha aggiunto che l'impotenza e la rabbia sono diventate insopportabili, al punto che "a volte credo di non arrivare a domani".
Passato imbarazzante come difensore della repressione
In mezzo all'aggravarsi della crisi a Cuba, la dichiarazione di Rojas contrasta con il suo trascorso da sostenitore del regime.
Durante le proteste dell'11 luglio 2021, quando la crisi economica e i blackout colpivano già gravemente il paese, apparve in televisione statale a sostenere la repressione contro coloro che scesero in piazza per manifestare.
Nel maggio 2023, ha negato l'esistenza di prigionieri politici per aver partecipato a quelle proteste, posizionandosi come un portavoce delle versioni ufficiali del governo e minimizzando la repressione esercitata contro migliaia di cubani che reclamavano i propri diritti.
Ora, Rojas ammette di sentirsi consumato dalla rabbia e dall'impotenza di fronte "alle ingiustizie di tutti i contorni, livelli e confini" e ringrazia la solidarietà di coloro che lo aiutano a "sopravvivere un giorno in più aiutando un altro".
Con questa dichiarazione, paradossalmente, l'artista che una volta giustificò la repressione riconosce che il dolore della popolazione esige di manifestarsi e mette in discussione, sebbene in maniera implicita, la responsabilità di un governo incapace di garantire servizi essenziali, cibo, medicine, trasporti e un'istruzione dignitosa.
Protesta multitudinaria a L'Avana
Decine di cittadini sono scesi in strada nel municipio di Centro Habana, dopo giorni consecutivi di blackout che superano le 20 ore al giorno e una cronica scarsità di acqua potabile.
Video condivisi da utenti come Saúl Manuel ed Enrique Hernández mostrano cacerolazos, slogan di ¡Libertad! e falò accesi in piena via pubblica, così come blocchi in incroci strategici dove partecipano anche bambini, riflettendo la disperazione di intere famiglie di fronte alla mancanza di servizi di base.
La situazione energetica, epicentro dell'indignazione, non si limita a interruzioni intermittenti.
Secondo i rapporti dell'Empresa Eléctrica de La Habana, la città ha subito interruzioni fino a 296 MW in orari critici, lasciando tutti i blocchi senza elettricità per ore.
A questa crisi si aggiunge la scarsità d'acqua, provocata da rotture nella condotta di Cuenca Sur e dalla mancanza di fornitura costante in ampie zone della capitale.
I vicini segnalano che, in alcuni casi, sono passati più di un mese senza accesso al servizio e devono pagare cifre esorbitanti per cisterne private che coprono a malapena un paio di giorni.
La mancanza di soluzioni concrete da parte delle autorità riflette l'inefficienza e la negligenza del governo nella gestione dei servizi di base, che colpiscono sistematicamente i cittadini.
La dichiarazione di Israel Rojas arriva in un momento critico, quando il collasso dei sistemi elettrici e di approvvigionamento si combina con la povertà generalizzata, lasciando i cubani intrappolati in una routine segnata da black out interminabili, fame, scarsità di medicinali e un'amministrazione statale incapace di rispondere.
Con il suo messaggio, il cantante offre una visione inedita dell'urgenza di esprimere il malcontento, anche se il suo ruolo di difensore storico del regime sottolinea la contraddizione tra il suo passato e il riconoscimento tardivo della realtà che vivono milioni di cubani.
Domande frequenti sulla posizione di Israel Rojas e sulla crisi a Cuba
Cosa ha dichiarato Israel Rojas sulla crisi a Cuba?
Israel Rojas, leader del duo Buena Fe, ha sorpreso affermando che manifestarsi contro la crisi a Cuba è quasi un obbligo. Nelle sue dichiarazioni su Facebook, Rojas riconosce la grave situazione che attraversa il paese e la necessità di esprimere il dolore e l'impotenza di fronte alle ingiustizie. Questo contrasta con il suo supporto storico al regime e la sua giustificazione della repressione durante le proteste dell'11 luglio 2021.
Come ha reagito il pubblico alle dichiarazioni di Israel Rojas?
Le dichiarazioni di Israel Rojas sono state ricevute con scetticismo e critiche da molti cubani. La percezione generale è che le sue parole siano un tentativo di riposizionamento senza realmente rompere con il regime. Il suo passato come sostenitore dell'ufficialismo, incluso il diniego di prigionieri politici, ha sollevato dubbi sulla sincerità del suo nuovo discorso.
Cosa sta succedendo a Cuba in termini di servizi di base e proteste?
Cuba sta affrontando una crisi grave nella fornitura di servizi di base, con blackout prolungati e scarsità di acqua potabile. Le proteste si sono intensificate all'Avana, dove i cittadini sono scesi in strada in risposta alle condizioni di vita insostenibili. Questa situazione riflette l'inefficienza e la negligenza del governo nel garantire servizi essenziali alla popolazione.
Qual è stato il ruolo storico di Israel Rojas in relazione al governo cubano?
Israel Rojas è stato un noto sostenitore del regime cubano. Per anni, ha appoggiato la narrativa ufficiale e ha giustificato le azioni del governo, inclusa la repressione delle proteste dell'11 luglio 2021. Il suo recente cambiamento di tono è stato visto da molti come una strategia di riassetto più che una vera presa di coscienza.
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