La reazione di Sandro Castro all'intervista di Israel Rojas

Il nipote discolo di Fidel Castro sembra essersi soffermato in particolare sulla risposta che ha dato il leader del duo Buena Fe alla domanda: “Cosa ha bisogno Cuba?”.

Sandro Castro (i) e Israel Rojas (d)Foto © Collage Captura di Instagram/Sandro Castro_x - La Joven Cuba

Sandro Castro ha anche espresso un giudizio sulle recenti dichiarazioni di Israel Rojas per La Joven Cuba e, sebbene discreta, la sua è stata una reazione di sostegno.

Lo ha fatto con un semplice emoticono, sufficiente per mostrare il suo sostegno a delle affermazioni che hanno provocato orticaria nell'ufficialismo più rancido di Cuba.

Il nipote indisciplinato di Fidel Castro sembra essersi soffermato in particolare sulla risposta che il leader del duo Buena Fe ha dato alla domanda: “Cosa ha bisogno Cuba?”.

“Come paese mancano molte cose, manca unità, manca un esempio personale. È necessario ridurre la distanza tra coloro che prendono le decisioni e coloro che subiscono le conseguenze delle decisioni, e questo non si può ottenere solo con visite governative”, rispose Rojas.

“È necessaria anche una comunicazione politica ben fatta, è necessario aggiornare i modi in cui facciamo politica. È fondamentale ascoltare di più le persone. Il paese che raccontiamo deve assomigliare al paese in cui viviamo, c'è ancora molto da fare”, ha aggiunto il musicista.

L'"amen" di Sandro

Sandro ha accompagnato queste parole con l'emoji ufficialmente conosciuta come Person with Folded Hands (persona con mani giunte), un simbolo che, a seconda del contesto e della cultura degli utenti, copre una vasta gamma di significati.

Fonte: Screenshot di Instagram/La Joven Cuba

In questo caso, sembra funzionare come un sostegno enfatico, una richiesta di concretezza, un “amen” al desiderio e alla domanda collettiva che il musicista ha delineato.

Un sostegno senza rancori

Il gesto acquista una sfumatura aggiuntiva se si ricorda che Sandro Castro è stato oggetto di durissime critiche pubbliche da parte di Israel Rojas nel marzo 2021, quando è diventato virale un video del giovane che guidava un Mercedes Benz ad alta velocità a L'Avana.

In quella occasione, il musicista ha definito l'episodio come “la stupidità di un immaturo” e l'ha etichettato come “scorretto, irresponsabile e irrispettoso”, sottolineando che il fatto assumeva maggiore gravità poiché si trattava di un nipote di Fidel Castro.

Il testo di Rojas ha quindi generato un'intensa polemica, con migliaia di commenti che hanno messo in discussione la sua posizione e lo hanno accusato di deviare l'attenzione dal privilegio che circonda il cognome Castro.

Che ora Sandro sostenga pubblicamente chi lo ha indicato in quel modo parla, almeno, di un'assenza di risentimento o di una disponibilità a trovare punti di interesse comune, anche con coloro che lo hanno criticato in passato.

Nella stessa intervista che ha suscitato tanta repercussione, Israel Rojas ha parlato di riconciliazione, dialogo e della possibilità di un indulto per alcuni detenuti dell'11J.

Le sue dichiarazioni hanno suscitato scetticismo in una parte della società civile, che le considera tardive e fuori luogo, più conseguenza della "cultura della cancellazione" che ha subito l'artista, piuttosto che di una vera anagnorisi politica.

Cosa significa il supporto di Sandro Castro?

Il supporto pubblico di Sandro Castro ha diverse chiavi di interpretazione. In primo luogo, si verifica in un contesto in cui i membri della famiglia Castro si pronunciano raramente, e ancor meno per avallare idee che, sebbene moderate, mirano a una critica diretta al modo in cui si governa a Cuba.

Il gesto, seppur minimo, rompe il silenzio che l'élite politica e familiare tende a mantenere di fronte a voci che chiedono cambiamenti strutturali.

In secondo luogo, questo supporto si inserisce in un percorso personale recente in cui Sandro ha preso le distanze dalla narrativa ufficiale.

Da mesi, i suoi post e gesti sui social media sono stati interpretati come segnali di disagio e disruzione nei confronti del regime, un qualcosa che ha alimentato sia il morbo mediatico che il disagio in settori vicini al potere.

Il fatto di tendere un ponte simbolico verso Rojas, nonostante il precedente del 2021, rafforza quell’immagine di indipendenza di criterio e di volontà di rompere con l’obbedienza che ci si aspetta dal suo cognome.

Inoltre, il suo sostegno alle parole di Rojas - che includono richieste di unità, vicinanza tra governanti e governati, ascolto della cittadinanza e aggiornamento della politica - può essere interpretato come una convalida simbolica del fatto che, anche all'interno del cognome Castro, ci sono quelli che riconoscono l'usura del modello attuale.

È un posizionamento senza confronto diretto, ma con un portata potenzialmente scomoda per il governo, perché dimostra che la dissidenza non proviene solo dall'opposizione dichiarata.

Infine, l'"amen" di Sandro, le mani in preghiera, con la loro apparente semplicità, svolgono una doppia funzione: amplificano il messaggio di Rojas tra pubblici che altrimenti potrebbero scartarlo e riaffermano che la rottura del consenso non è più esclusiva di voci marginali.

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