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La exiliada cubana Maylen Díaz Delgado, una delle partecipanti alle proteste dell'11 luglio 2021, ha denunciato che la giustizia cubana ha lasciato sua figlia, vittima di abusi sessuali continuati da parte del proprio padre, senza protezione.
In un video pubblicato su Facebook, Díaz Delgado ha denunciato che l'aggressore —condannato nel 2019 a quattro anni di prigione per reati sessuali contro la minorenne— potrebbe riacquistare i diritti genitoriali tre anni dopo aver scontato la pena, secondo una sentenza emessa nel 2023 da un tribunale a Camagüey.
“El sistema giudiziario cubano ha permesso che l'aggressore di mia figlia, dopo aver scontato la pena, possa riacquisire la potestà genitoriale. Questo significa metterla di nuovo in pericolo," ha affermato.
La madre assicura che questa decisione contraddice quanto stabilito dal medesimo ordinamento giuridico cubano.
Tanto il Codice Penale quanto il nuovo Codice delle Famiglie, così come la Costituzione della Repubblica, stabiliscono che coloro che commettono reati sessuali contro i minori devono perdere in modo permanente la responsabilità genitoriale.
La piattaforma femminista Yo Sí Te Creo Cuba ha sostenuto la denuncia e ha ricordato che l'articolo 43 del Codice Penale vigente nell'isola prevede la perdita definitiva della patria potestà in questi casi.
A sua volta, gli articoli 190 e 191 del Codice delle Famiglie rafforzano questa disposizione, mentre l'articolo 86 della Costituzione garantisce che il superiore interesse del minore deve prevalere in ogni azione giudiziaria.
"Flessibilizzare queste norme legali apre la porta alla rivittimizzazione di ragazze, ragazzi e adolescenti", ha avvertito l'organizzazione.
Dal suo arrivo in Italia, Maylen Díaz ha affrontato un cammino pieno di ostacoli: difficoltà nell'ottenere documentazione medica, rifiuti per l'assunzione di una rappresentanza legale e, soprattutto, un silenzio istituzionale che ha impedito di riaprire il caso.
“Ho bussato a porte dentro e fuori di Cuba affinché si rivedesse la sentenza, ma la risposta è sempre evasiva”, ha lamentato.
Díaz Delgado richiede il rispetto del principio del superiore interesse del minore e la revisione delle sentenze che contraddicono quanto stabilito dalla legge in materia di protezione infantile.
A tal fine, ha inviato una lettera al Tribunale Supremo Popolare, al Consiglio dei Ministri e al governante Miguel Díaz-Canel, chiedendo una revisione della sentenza.
La denuncia è stata diffusa dall'Osservatorio di Genere della rivista Alas Tensas (OGAT) e ha ricevuto il sostegno di organizzazioni femministe cubane, che hanno riaffermato la loro disponibilità a offrire supporto legale e psicologico a madri e famiglie che affrontano situazioni simili.
Nel proprio esilio, Díaz Delgado ha dovuto affrontare anche altri problemi. Recentemente, il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione (USCIS) ha respinto la sua richiesta di asilo e gli ha comunicato che la prossima fase sarà un'intervista di “timore credibile”, una procedura che potrebbe portare alla sua deportazione.
Domande frequenti sulla denuncia dell'impunità nel sistema giudiziario cubano
Che cosa denuncia Maylen Díaz Delgado riguardo al sistema giudiziario cubano?
Maylen Díaz Delgado denuncia che il sistema giudiziario cubano consente che sua figlia rimanga vulnerabile di fronte al suo aggressore sessuale. Nonostante il padre della minore sia stato condannato per abuso sessuale, il tribunale di Camagüey ha stabilito che potrebbe riacquistare i diritti parentali, contraddicendo quanto previsto dalle leggi cubane che stabiliscono la perdita permanente della patria potestà in caso di reati sessuali contro minori.
Cosa stabilisce la legge cubana sulla patria potestà in caso di reati sessuali?
La legge cubana stabilisce che coloro che commettono reati sessuali contro i minori devono perdere permanentemente la responsabilità genitoriale. Sia il Codice Penale che il nuovo Codice delle Famiglie e la Costituzione cubana rafforzano questa disposizione, garantendo che il superiore interesse del minore prevalga in ogni azione giudiziaria.
Qual è stato il processo di denuncia di Maylen Díaz Delgado dal suo esilio?
Dall'esilio, Maylen Díaz ha affrontato molteplici ostacoli per riaprire il caso di sua figlia. Ha trovato impedimenti per ottenere prove mediche, ha avuto difficoltà a assumere una rappresentanza legale e ha affrontato un silenzio istituzionale che impedisce la revisione della sentenza che contraddice quanto previsto dalla legge in materia di protezione infantile.
Quali organizzazioni sostengono la denuncia di Maylen Díaz Delgado?
La denuncia di Maylen Díaz Delgado ha ricevuto il sostegno di organizzazioni femministe cubane. La piattaforma femminista Yo Sí Te Creo Cuba e l'Osservatorio di Genere della rivista Alas Tensas (OGAT) hanno offerto il loro supporto, ribadendo la loro disponibilità a fornire assistenza legale e psicologica a madri e famiglie in situazioni simili.
Qual è la situazione migratoria attuale di Maylen Díaz Delgado negli Stati Uniti?
Maylen Díaz Delgado deve affrontare una possibile deportazione dagli Stati Uniti dopo il rigetto della sua richiesta di asilo. Attualmente, è in attesa di un colloquio di "timore credibile", una procedura che potrebbe determinare la sua deportazione, il che rappresenta una situazione angosciante per lei, poiché ha pubblicamente manifestato il suo timore di tornare a Cuba.
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