Alejandro Daniel García, giovane artista visivo cubano residente nel New Jersey, torna a commuovere i social media con una potente opera pittorica intitolata "El disfraz", un'allegoria visiva che denuncia senza mezzi termini il deterioramento fisico, simbolico e morale della rivoluzione cubana.
In un dipinto digitale condiviso su Facebook, García presenta una scena ricca di simbolismo: una vecchia denutrita, senza capelli, seduta davanti a un tavolo da trucco mentre viene truccata da tre figure del regime cubano: i giornalisti Randy Alonso, Humberto López e Arléen Rodríguez Derivet.

L'anziana, simbolo esplicito della rivoluzione, è "dipinta di vita per simulare che respira", parole dello stesso artista, che accompagna l'immagine con un testo poetico e devastante:
"I truccatori la travestono ogni giorno: Lei, colei che avanza, l'invitta. La dipingono di vita per simulare che respiri. Lo fanno sempre evitando che si affacci alla finestra. Lei non può vedere il suo riflesso nel vetro!", ha dettagliato.
Il cristallo a cui allude l'autore rivela una verità che i truccatori cercano di nascondere: sullo sfondo, visibile attraverso una finestra, si vede un cassonetto stracolmo dove un mendicante, rovistando tra i rifiuti, cerca cibo, una scena che riflette la miseria quotidiana nell'Isola e smonta la narrazione ufficiale.
Una critica visiva sostenuta
Quest'opera nuova si colloca nello stile caratteristico di Alejandro Daniel García, che ha fatto della satira politica e della critica sociale i pilastri del suo lavoro artistico.
In 2024 ha suscitato grande impressione con la sua versione de "L'ultima cena", in cui ha sostituito Gesù e i suoi apostoli con figure chiave del castrismo, da Raúl Castro - posto al centro - a Miguel Díaz-Canel, passando per Mariela Castro, suo nipote "El Cangrejo", Manuel Marrero, Esteban Lazo e Bruno Rodríguez.
L'opera era accompagnata da una citazione biblica di Matteo 23:15: "Guai a voi, maestri della legge e farisei. Ipocriti!".
Con essa, García alludeva all'ipocrisia della cupola del potere e alla sua ostentazione di fronte alla miseria popolare.
L'opera, come "El disfraz", è stata realizzata interamente con tecnica digitale senza l'uso di intelligenza artificiale, e rifletteva con dettaglio l'eccesso, la gola e la decadenza in cui, secondo l'artista, è degenerato il progetto rivoluzionario.
Da "Someraznava" all'urgenza di aprire gli occhi
Prima di ciò, nell'ottobre del 2021, García pubblicò una serie di sette illustrazioni raggruppate sotto il titolo "Someraznava" - "Avanzaremos" al contrario - che narravano visivamente oltre sei decenni di storia cubana.
La serie iniziava con l'ascesa al potere di Fidel Castro e si concludeva nel 2021 con un paese devastato, una casa vuota, un vecchio televisore che ripeteva promesse vuote, e un personaggio centrale il cui destino, tra la morte e la disperazione, rimaneva aperto all'interpretazione.
Ogni scena mostrava il deterioramento di una tipica abitazione cubana e della vita dei suoi abitanti, mentre dalla finestra continuavano a sfilare le parole d'ordine del potere: "Resistere", "Non ci arrenderemo", "Perfezionarci"... che si contraddicono con la povertà reale.
L'artista ha spiegato in dichiarazioni a CiberCuba che l'opera era ispirata alla sua famiglia, ma rappresentava anche la storia di migliaia di famiglie cubane.
"Quello che voglio è far riflettere le persone che sono confuse su se abbiamo bisogno o meno di un cambiamento definitivo a Cuba", ha affermato allora.
L'arte come denuncia morale
"El disfraz", la sua creazione più recente, riprende questa linea critica, ma con un approccio più introspettivo e visivamente condensato.
In un'unica immagine, García concentra l'atto di sostenere una facciata -quella della Rivoluzione "invitta"- attraverso i disperati sforzi di coloro che controllano il discorso pubblico.
La donna anziana truccata non è solo un simbolo di ciò che è invecchiato e inoperante, ma anche della negazione sistematica della realtà.
La presenza dei truccatori ufficialisti aggiunge un elemento di denuncia diretta: sono loro i responsabili di costruire l'illusione, evitare il contatto con la realtà esterna, impedire che la Rivoluzione si "guardi nello specchio".
Questa impossibilità di autoriflesso, suggerisce l'autore, è il vero dramma cubano.
In contrasto, la scena del mendicante tra la spazzatura -visibile, ma estranea ai protagonisti all'interno- simboleggia la frattura tra la propaganda e la vita reale, tra il paese del discorso e il paese che si vive.
Un artista impegnato nella memoria
Nato a Cuba, Alejandro Daniel García ha studiato Design Grafico nel suo paese e successivamente si è specializzato in Pubblicità con un'enfasi sulla Produzione Multimediale presso l'Università Latinoamericana di Scienza e Tecnologia in Costa Rica.
Il suo approccio meticoloso e narrativo si distacca dall'effettismo gratuito, puntando direttamente al cuore emozionale e storico dei suoi spettatori, siano essi cubani dentro o fuori.
Nelle sue stesse parole, la sua motivazione è chiara:
"Mi spaventa guardare avanti e sapere che tra 30 anni potrei ripetere gli stessi schemi dei miei genitori e nonni, con una televisione che parla solo di sovrapproduzioni mentre il frigorifero rimane vuoto."
Con "El disfraz", García torna a provocare, a mettere a disagio e a scuotere le coscienze.
Non solo presenta un'opera visivamente potente, ma continua anche a costruire un archivio simbolico del disincanto cubano, dove la rivoluzione è ormai un'ombra truccata che non può - né deve - guardarsi allo specchio.
Domande Frequenti su "Il Costume" e la Critica Sociale a Cuba
Qual è il significato dell'opera "El disfraz" di Alejandro Daniel García?
"Il disfraz" è un'allegoria visiva che denuncia il deterioramento fisico, simbolico e morale della rivoluzione cubana. L'opera rappresenta un'anziana, simbolo della rivoluzione, truccata da figure dell'ufficialismo per simulare vitalità, mentre sullo sfondo si osserva una discarica straripante, che simboleggia la miseria quotidiana a Cuba.
Qual è stata la ricezione dell'opera "El disfraz" sui social media?
La loro ha sconvolto i social media per la sua forte critica al regime cubano. È stata lodata per la sua capacità di condensare in un’immagine l’atto di mantenere una facciata illusoria della rivoluzione. La risposta è stata significativa, con molti utenti che hanno condiviso e commentato il suo impatto visivo e simbolico.
Quali altre opere ha realizzato Alejandro Daniel García che criticano la situazione a Cuba?
Alejandro Daniel García ha realizzato opere come "L'ultima cena", che sostituisce Gesù e gli apostoli con figure del castrismo, e la serie "Someraznava". Queste opere criticano anche l'ipocrisia e la decadenza del progetto rivoluzionario cubano, utilizzando l'arte digitale per trasmettere il loro messaggio.
Cosa simboleggia la figura dell'anziana in "El disfraz"?
La vecchia nell'opera "Il travestimento" simboleggia la rivoluzione cubana, invecchiata e inoperante. È truccata per apparire vitale, mentre si evita che si confronte con la realtà riflessa nello specchio, rappresentando la negazione sistematica della situazione reale a Cuba.
Come si ricollega "El disfraz" al contesto della critica sociale a Cuba?
"Il travestimento" si inserisce in un contesto di crescente malcontento e critica nei confronti del regime cubano. L'opera risuona con altre espressioni artistiche e testimonianze che denunciano la povertà e le disuguaglianze, come le recenti dichiarazioni di figure pubbliche che smentiscono la narrativa ufficiale sulla situazione nell'isola.
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