“Pinta il tuo pezzetto”: La nuova onda di graffiti che sfida il regime cubano

Messaggi ad Artemisa e L'Avana esprimono un crescente malcontento popolare e una perdita della paura.

Pitturata all'ingresso dello stadio di baseball di Caimito, ad Artemisa.Foto © X/@SanMemero

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La frase “Pinta il tuo pezzetto” è passata da essere un cenno satirico sui social media a diventare una vera tendenza di protesta di strada a Cuba. In diversi punti dell'isola, come San Antonio de los Baños (Artemisa) e Caimito, sono apparsi nuovi cartelli con messaggi diretti di rifiuto al regime comunista, sfidando la paura, la sorveglianza e la repressione.

In una delle immagini più condivise nelle ultime ore, si osserva un muro semidistrutto dove è stato scritto con grandi lettere rosse: "BASTAAA CONO" (sic), proprio nel cuore di San Antonio de los Baños, culla delle storiche proteste dell'11 luglio 2021.

Un'altra foto mostra un muro appena dipinto con un chiaro messaggio: "DICTATURA. PIN... ABBASSO IL PCC", con la emblematica "O" di "abbasso" barrata da una croce, simbolo già ricorrente di opposizione.

El tuitero cubano @SanMemero ha scherzato a riguardo sul suo profilo: “Siamo tutti artisti ultimamente, mi arriva un altro bel messaggio e contributo al concorso ‘Pinta tu pedacito’”, facendo eco al sentimento popolare e all'umorismo con cui molti cubani canalizzano il loro malcontento.

Pero il fenomeno non si ferma qui. All'ingresso dello stadio di baseball di Caimito, sempre ad Artemisa, un altro messaggio scritto sui muri riassume il malcontento di molti: “BASTA GIÀ. LIBERTÀ. S.O.S. CUBA”.

Secondo l'autore del post, il dipinto è di almeno un mese fa, anche se è stato reso noto solo ora.

In social media, many see these acts as signs of a growing popular awakening. “Mi sembra di sentire un altro 11J”, ha scritto un utente. Altri sottolineano l'importanza di questi gesti quotidiani come piccole crepe nel muro del controllo statale. “Sono immagini che mi piace vedere da Cuba... mostrano che la paura si sta perdendo. E questo, questo è il primo passo verso la libertà”, ha riflettuto un altro internauta.

Questi nuovi graffiti non sono eventi isolati. Nei giorni scorsi, è comparsa una scritta con il messaggio “Raúl singao. Abbasso la dittatura” su un muro del quartiere habanero di Buenavista, segnando un cambio simbolico nel linguaggio di protesta. L'insulto “singao”, che i cubani hanno reso popolare per riferirsi a Miguel Díaz-Canel dopo l'11J, si estende ora a Raúl Castro, puntando direttamente alle fondamenta storiche del potere.

Mientras tanto, molti si chiedono quanto tempo ancora potrà il regime coprire questi messaggi di disobbedienza con vernice e minacce. Come ha ironizzato un altro utente: “Non so da dove i comunisti tireranno fuori la vernice per cancellare tutti questi cartelli”.

Anche se brevi, queste scritte urlano forte: per le strade di Cuba, il silenzio imposto non è più assoluto. E ogni muro scritto sembra sussurrare la stessa cosa: il popolo sta parlando.

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Redazione di CiberCuba

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