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Il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha difeso questo sabato la offensiva militare lanciata dal governo di Donald Trump nei Caraibi contro presunti imbarcazioni di traffico di droga, affermando che le azioni dimostrano la determinazione di Washington a fermare il flusso di droga verso il proprio territorio.
Durante il suo intervento al Forum Nazionale della Difesa Reagan, a Simi Valley, California, Hegseth ha affermato che l'operazione è una dimostrazione della “forza della determinazione americana” e ha sostenuto apertamente le decisioni dei comandanti militari coinvolti.
Le dichiarazioni sono state raccolte dalla rete CNN, che ha anche riferito che il Congresso ha aperto un processo di supervisione sugli attacchi.
Il segretario ha spiegato che la campagna antidroga è stata rivolta contro imbarcazioni collegate a organizzazioni considerate terroristiche e ha assicurato che la missione continuerà finché persisterà il traffico di narcotici nella regione.
Tuttavia, l'offensiva ha scatenato un ampio dibattito politico e legale a Washington, dopo che un secondo attacco, avvenuto a settembre, ha provocato la morte di sopravvissuti che erano rimasti alla deriva dopo un primo bombardamento.
L'incidente ha sollevato interrogativi su un possibile crimine di guerra, dato che il manual delle leggi sui conflitti armati del Pentagono stabilisce che i naufraghi devono essere considerati persone che necessitano di assistenza e non possono essere attaccati.
Legislatori democratici e repubblicani hanno chiesto al Pentagono di rivedere la catena di comando che ha permesso il secondo attacco e hanno annunciato audizioni sull'operato del Comando Operazioni Speciali degli Stati Uniti.
Hegseth difese l'ammiraglio Frank "Mitch" Bradley, comandante del Comando, che autorizzò l'attacco successivo, affermando che lui stesso avrebbe preso la stessa decisione nelle stesse circostanze.
Ha inoltre respinto di aver emesso un ordine diretto di eliminare tutti i membri dell'equipaggio, definendo quella versione come “totalmente ridicola”.
Il segretario ha riconosciuto che non è ancora stato pubblicato il video completo dell'operazione, nonostante il presidente Trump abbia dichiarato questa settimana che il Governo diffonderà le immagini.
Secondo CNN, il materiale è stato mostrato ai membri del Congresso e ha generato divisione tra i legislatori.
Alcuni hanno ritenuto che l'attacco fosse sproporzionato, mentre altri hanno difeso la sua legalità in base alle norme di combattimento contro il narcotraffico.
L'offensiva nei Caraibi, che fa parte della strategia di sicurezza promossa dall'amministrazione Trump e sostenuta dal segretario di Stato Marco Rubio, ha portato alla distruzione di 23 imbarcazioni e alla morte di almeno 87 persone.
Sebbene il Pentagono sostenga che gli attacchi mirino a ridurre il traffico di droga dall'America Latina verso gli Stati Uniti, esperti legali hanno avvertito che l'uso della forza letale in acque internazionali potrebbe violare convenzioni internazionali.
Il dibattito a Washington continua mentre la Casa Bianca mantiene la sua politica di dissuasione nei confronti del narcotraffico regionale, una strategia che ha ampliato la presenza militare statunitense nei Caraibi e riacceso la tensione con i governi della zona.
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