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Mentre i Caraibi vivono il loro momento più delicato da decenni, con navi da guerra statunitensi dispiegate al largo delle coste venezuelane e un clima di incertezza che cresce di ora in ora, il regime cubano ha deciso di guardare al passato per rassicurarsi.
Il Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR) ha pubblicato questo martedì un messaggio commemorativo dello sbarco del yate Granma, accompagnato da un'immagine di soldati in posa accanto a vecchi carri armati sovietici.
“L'eroismo del Granma farà sì che gli aggressori si pentano di mettere il loro stivale su suolo sacro. #CubaViveEnSuHistoria”, ha pubblicato l'istituzione armata su X (prima Twitter).
Il tweet, che intendeva esaltare lo spirito rivoluzionario del 1956, si è trasformato in un manifesto di ciò che molti utenti di internet hanno descritto come “una manifestazione involontaria di obsolescenza e paura”.
La fotografia condivisa dal MINFAR mostrava giovani soldati con uniformi usurate e carri armati dell'era sovietica che, secondo gli analisti militari, potrebbero a malapena muoversi al di fuori di una parata militare.
Il contrasto tra il tono epico del messaggio e la realtà dell'esercito cubano, indebolito dalla mancanza di risorse, carburante e modernizzazione, ha provocato commenti sarcastici da parte di utenti sia dentro che fuori dall'isola.
Propaganda in tempi di nervosismo
La pubblicazione del MINFAR arriva proprio mentre Washington sta rafforzando la sua presenza militare nei Caraibi, e L'Avana denuncia "interferenze elettromagnetiche" nello spazio aereo venezuelano, in aperta coordinazione discorsiva con Caracas.
Tuttavia, lontano dal proiettare forza, il messaggio sembra una manovra disperata di riaffermazione simbolica di fronte a uno scenario internazionale che gli sfugge di mano.
L'anniversario dello sbarco del Granma, un tempo data di solennità patriottica, viene celebrato quest'anno sotto il peso del sospetto e dell'incertezza. Con il paese in crisi economica e l'alleato venezuelano sull'orlo del collasso, l'epica del 1956 sembra più un rifugio nostalgico che uno scudo di difesa.
"Cuba vive nella sua storia", proclama lo slogan ufficiale. E, effettivamente, lì sembra continuare il regime cubano e la sua casta militare: intrappolati nel proprio passato.
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