Un lavoratore del Palazzo della Rivoluzione, identificato come Ernesto Pérez, ha raccontato di essere rimasto "sconcertato" ogni volta che il defunto dittatore Fidel Castro gli toccava la spalla nei corridoi della struttura.
Il testimonio, diffuso dall'account ufficiale del Governo di Cuba su X come un'esperienza "umana e vicina", è utilizzato come propaganda statale per cercare di mantenere vivo il culto della figura di Castro, nonostante il profondo deterioramento che attraversa il paese.
Pérez ha affermato di aver iniziato a lavorare nel Palazzo della Rivoluzione dopo diversi anni di carriera e che successivamente è stato assegnato alle aree del "Comandante".
Da quella prossimità, ha affermato che Castro era "molto umile, molto semplice" e capace di relazionarsi con "qualsiasi persona di qualsiasi categoria", da qualcuno con la licenza media a un professionista universitario.
Il suo esempio, come raccontò, era così impattante che bastava sentire la sua mano sulla spalla per riconoscerlo.
"Se tu eri, per esempio, in un corridoio e lui ti metteva la mano sulla spalla... sapevi che era la mano del comandante," spiegò, prima di assicurare che quella semplice azione lo colpiva.
"Me lo ha fatto diverse volte e mi ha sempre colpito," disse.
Mentre la testimonianza tenta di trasmettere un'immagine di vicinanza e venerazione, il contesto attuale del paese contrasta nettamente con questo ritratto idealizzato del leader cubano scomparso nove anni fa.
Oggi, la popolazione affronta il peggiore collasso economico, sanitario e sociale da decenni, con una grave scarsità di cibo e medicinali, ospedali deteriorati, blackout prolungati, salari insufficienti e un'epidemia crescente di malattie virali che avanza senza controllo.
Il governo insiste nel richiamare Fidel Castro
Il video con la testimonianza di Pérez coincide con un altro tweet diffuso dal governante Miguel Díaz-Canel, che ha dichiarato che Fidel Castro continua a "comunicare con il paese" attraverso il suo presunto "legato" e "immortalità".
"Chi ne dubita legga, guardi, ascolti, quanto ci parla ancora il Comandante in Capo," ha scritto su X.
Ma il messaggio, come segnalano voci critiche dentro e fuori dell'Isola, arriva in un momento di estrema urgenza per i cubani, costretti a sopravvivere a una realtà segnata dalla scarsità, dall'epidemia, dalla povertà e dalla disperazione.
L'insistenza ufficiale nel rivivere simbolicamente Castro è stata interpretata dagli analisti come un tentativo disperato di sostenere un sistema incapace di offrire risposte concrete.
Un paese stagnante che guarda al passato
Invece di soluzioni, il governo moltiplica omaggi, frasi e video basati sull'immagine di un uomo morto quasi un decennio fa, mentre il paese affonda in una crisi strutturale che proviene proprio dal modello imposto da Fidel Castro durante il suo mandato.
Le proteste di massa dell'11 luglio 2021, l'uscita storica che ha svuotato interi quartieri, i migliaia di prigionieri politici e il degrado dei servizi di base sono parte dell'eredità reale che i cubani vivono oggi, lontano dal racconto epico che il regime cerca di resuscitare con aneddoti come quello che racconta il lavoratore del Palazzo.
Così, mentre lo Stato diffonde storie della "mano del comandante", milioni di cubani portano sulle spalle un paese con ospedali privi di approvvigionamenti, bambini malati senza medicine, interi settori senza elettricità e una popolazione esausta che vede il potere guardare indietro per non affrontare il presente.
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