Sandro Castro revive foto di Maradona e Fidel: Icone del potere, eccessi e abusi a Cuba



Sandro Castro ha ricordato suo nonno Fidel e Maradona con una foto e la frase “Giorno di due grandi oggi”, esaltando due figure segnate dal potere, dalla corruzione e dai privilegi nel mezzo della crisi cubana.

Maradona mostra a Fidel Castro il tatuaggio che si è fatto in suo onoreFoto © Instagram / Sandro Castro

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Giornata di due grandi oggi”, ha scritto Sandro Castro, nipote del dittatore cubano Fidel Castro, pubblicando un’immagine che mostra il calciatore argentino Diego Armando Maradona mentre mostra al leader comunista il tatuaggio che portava in suo onore, simbolo di idolatria e complicità.

La scena corrisponde a una delle visite dell'astro argentino a L'Avana e si è trasformata in un simbolo della relazione personale e politica tra i due.

Captura Instagram / Sandro Castro

Maradona, dichiarato ammiratore del regime cubano, si tatuò il volto del dittatore sulla gamba sinistra, quella con cui segnò alcuni dei gol più memorabili della sua carriera.

Il suo legame iniziò alla fine degli anni '80 e si consolidò nel 2000, quando il giocatore scelse Cuba come rifugio per affrontare la sua dipendenza dalle droghe, sotto la diretta protezione del regime.

Durante il suo soggiorno ha ricevuto assistenza medica esclusiva, un alloggio di lusso e un trattamento di favore, in un'isola che stava attraversando una grave crisi economica.

Maradona soleva riferirsi a Fidel come “un secondo padre” e disse che lo considerava “il più grande della storia”.

Fidel, da parte sua, mantenne con lui una relazione stretta e lo ricevette in numerose occasioni all'Avana.

Entrambi condividevano una vita segnata dal potere, dagli eccessi e dalla corruzione, che ha incluso casi di pedofilia.  

Mentre Castro governava Cuba per quasi mezzo secolo attraverso una struttura familiare e militare che controllava le risorse del paese, Maradona difese apertamente dittatori e leader autoritari della regione, dai quali fu anche beneficiario.

Fidel Castro e Diego Maradona sono morti un 25 novembre, con quattro anni di differenza —il dittatore nel 2016 e il calciatore nel 2020—.

La coincidenza delle date è stata sottolineata dalla propaganda ufficiale come simbolo di un'amicizia "rivoluzionaria".

Il 25 novembre, nel commemorare i nove anni dalla morte del dittatore, Sandro Castro si è unito nuovamente al culto familiare e statale che mantiene vivo il mito di suo nonno, in un paese colpito da blackout, scarsità e repressione.

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