
Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha nuovamente impugnato il suo arsenale retorico per rispondere alle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump riguardo a un possibile dispiegamento di navi militari di fronte alle coste di Cuba.
Lo ha fatto dal suo account su X, con un messaggio che mescola cartolina turistica e avviso geologico: «Rifiutiamo ogni minaccia sulle ambizioni degli USA verso Cuba. Sulle nostre coste ci sono belle spiagge, ma anche dente di cane, inospitale per coloro che arrivano con fini ostili e bramosia di dominio».
Il tweet è arrivato ore dopo che Trump, durante un comizio repubblicano all'Alico Arena di Fort Myers, Florida —in vista delle elezioni legislative del 3 novembre— ha descritto uno scenario in cui le navi statunitensi che rientrano da operazioni in Iran farebbero una sosta strategica di fronte a Cuba.
«In effetti, ciò che faremo con Cuba è che torneremo dall'Iran. Quelle belle navi passeranno per Cuba. Faremo in modo che una di esse si fermi a circa 50 yard dalla costa. Alzeranno le mani», ha dichiarato Trump ai suoi seguaci.
Trump ha aggiunto che invierà il segretario di Stato Marco Rubio a «chiudere l'accordo» con L'Avana, e ha concluso con un lapidario «Non dobbiamo fermarci», lasciando aperta l'interpretazione su cosa significherebbe non farlo.
Il stesso giorno, Rubio ha pubblicato su X un appello diretto riguardo a possibili azioni future relative all'isola: l'invito a coloro che cercano un cambiamento a Cuba a collaborare «discretamente con la CIA», citando «la delusione per le promesse non mantenute, la corruzione e le vite privilegiate di pochi» come motivazioni. Il messaggio del segretario di Stato, insolitamente esplicito per un funzionario del suo rango, si aggiunge a un altro del 5 ottobre in cui aveva già chiesto all'apparato armato cubano di «aprire gli occhi» di fronte alla realtà del regime.
La metafora del «dente di cane» scelta da Rodríguez si riferisce al lapiaz o lenar presente sulle coste cubane: formazioni di roccia calcarea carsica, irregolare e affilata, presenti in zone come Guanahacabibes, L'Avana, Caguanes e Cabo Cruz. L'immagine intende evocare una Cuba inespugnabile. Ciò che non evoca è la realtà di milioni di cubani che soffrono di blackout prolungati, scarsità di cibo e medicinali, e un'economia in caduta libera dopo 67 anni di dittatura.
Non è la prima volta che Rodríguez risponde con "energico rifiuto" alle provocazioni di Washington. A maggio, quando Trump minacciò di inviare il portaerei USS Abraham Lincoln a circa 100 metri dalla costa cubana, il cancelliere era già intervenuto: avvertì che un'aggressione militare avrebbe prodotto «un bagno di sangue», con migliaia di vittime cubane e statunitensi. E il 14 ottobre, Rodríguez accusò Rubio di «chantajare» dirigenti stranieri per ridurre il sostegno alla risoluzione annuale dell'ONU contro l'embargo, la cui votazione è prevista per il 27 e 28 ottobre.
Ese respaldo internazionale si è andato erodendo in modo notevole: da 187 voti a favore nel 2024 è passato a 165 nel 2025, e è sceso a 136 in una sessione straordinaria di luglio 2026, quest'ultima di carattere procedurale e non equivale alle risoluzioni annuali sul tema, ma simbolicamente illustrativa. Questa settimana Rodríguez ha accusato un governo latinoamericano di esercitare pressioni su altri paesi affinché cambiassero il loro voto, in quella che sembra essere un'altra battaglia persa in anticipo.
Il tweet del cancelliere è stato accompagnato dall'hashtag #CubaNoEsUnaAmenaza. «Sta per arrivare la notte e sono più soli che mai», ha risposto uno degli utenti che ha commentato la nuova dichiarazione "energica" di Rodríguez.
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