«Torniamo dall'Iran, quelle bellissime navi passeranno per Cuba»: Trump torna a parlare dell'Isola


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente parlato questo venerdì della possibilità di inviare navi militari statunitensi di fronte alle coste di Cuba una volta concluse le operazioni in Iran, e ha assicurato che il segretario di Stato, Marco Rubio, sarebbe incaricato di «chiudere l'accordo» con l'Isola.

Le dichiarazioni sono avvenute durante un evento elettorale svoltosi il 23 ottobre a Fort Myers, Florida, dove Trump ha partecipato a un comizio repubblicano in vista delle elezioni legislative del 3 novembre. 

Il mandatario ha risposto a una domanda su Cuba con un mix di battute e riferimenti alla presenza militare statunitense nella regione, riprendendo uno scenario che aveva già menzionato in interventi precedenti.

«No, Cuba. Vuole sapere cosa sta succedendo con Cuba. Dai, datemi un attimo. Datemi un attimo. Non preoccupatevi. Ci occuperemo di Cuba al ritorno dall'Iran», affermò Trump.

A seguire, propose la possibilità di fare una sosta vicino alle coste cubane.

«Faremo una piccola sosta. No, faremo una piccola sosta», ripeté, prima di sviluppare la sua idea.

«In realtà, quello che faremo con Cuba è tornare dall'Iran. Queste bellissime navi passeranno per Cuba. Faremo in modo che una di esse si fermi a circa 50 yard dalla costa. Alzeranno le mani», ha dichiarato.

La distanza menzionata da Trump equivale approssimativamente a 46 metri dalla costa cubana, il che è in realtà un'affermazione carica di umorismo più che una possibilità reale fino a questo momento. 

Il mandatario ha proseguito il suo intervento menzionando direttamente il segretario di Stato, Marco Rubio, di origine cubana.

«E allora manderemo Marco Rubio per chiudere l'accordo. Avremo Marco. Marco», ha affermato.

Trump ha aggiunto che non sarebbe neanche necessario fermare le navi affinché Rubio intervenisse a Cuba.

«Non dobbiamo nemmeno fermarci. Possiamo semplicemente lasciarlo lì e lui risolverà. È un gran tipo», disse, riferendosi al suo segretario di Stato.

 

Il riferimento alle navi e alla partecipazione di Rubio è avvenuto nel contesto di un discorso elettorale, con espressioni che riprendevano commenti precedenti del mandatario.

Questa non è la prima volta che Trump parla di avvicinare navi militari statunitensi alle coste cubane dopo le operazioni in Iran.

Il 1° maggio scorso, durante una cena privata tenutasi a West Palm Beach, Florida, il presidente ha sollevato la possibilità di inviare il portaerei USS Abraham Lincoln a circa 100 iarde dalla costa di Cuba.

In quella occasione, Trump assicurò che, quando fosse terminata l'operazione in Iran, la nave avrebbe potuto avvicinarsi all'Isola e provocare una presunta resa delle autorità cubane.

Il palcoscenico è stato presentato quindi in tono scherzoso davanti ai presenti, ma ha suscitato attenzione per i riferimenti del mandatario a un'eventuale intervento statunitense a Cuba.

L'idea è riemersa il 22 settembre, durante un incontro dello Scudo delle Americhe tenutosi a New York, quando Trump ha scherzato sul trasferire Marco Rubio a Cuba a bordo di un portaerei.

In quell'intervento, il presidente suggerì di lasciare il segretario di Stato in mezzo all'isola per risolvere la situazione, un riferimento simile a quello fatto questo venerdì a Fort Myers.

Le ripetute menzioni di Rubio riflettono il ruolo da protagonista che il mandatario gli attribuisce nella sua politica verso Cuba, anche se non permettono di concludere che esista un'operazione militare approvata per trasferirlo nel territorio cubano.

Il 30 settembre, durante una celebrazione del Mese della Storia Hispanica alla Casa Bianca, Trump aveva già messo in evidenza pubblicamente il ruolo di Rubio negli affari legati all'Isola, dopo aver fatto riferimento anche alle sue radici familiari cubane in incontri precedenti.

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Redazione di CiberCuba

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