
Il Governo cubano ha invitato il papa Leone XIV a visitare l'Isola e ha colto un incontro con i giornalisti presso la Santa Sede per chiedere nuovamente il sollevamento dell'embargo economico degli Stati Uniti, a pochi giorni da una nuova votazione sul tema nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La convocazione è stata annunciata questo giovedì da Leyde Ernesto Rodríguez Hernández, ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, durante una conferenza stampa nella capitale italiana, come riportato dall'agenzia di notizie ANSA.
Il diplomatico ha presentato la posizione del regime cubano contro le sanzioni statunitensi e ha messo in evidenza le dichiarazioni della Chiesa cattolica sulle tensioni tra L'Avana e Washington, in un contesto di contatti diplomatici tra entrambe le nazioni e il Vaticano.
«Cuba non è una minaccia, il blocco sì. Cuba non è, in nessun modo, una minaccia. Siamo un paese di pace, vogliamo e meritiamo la pace», ha affermato Rodríguez seguendo la retorica ricorrente del regime, secondo l'agenzia italiana.
La edizione brasiliana di ANSA ha precisato che il Vaticano non si era ancora espresso riguardo all'invito, pertanto non esiste un'accettazione pubblica del pontefice né una data annunciata per una possibile visita a Cuba.
Le dichiarazioni del rappresentante cubano sono avvenute prima del dibattito previsto per il 27 e 28 ottobre all'Assemblea Generale dell'ONU, dove verrà nuovamente esaminata una risoluzione che chiede la fine dell'embargo statunitense contro l'Isola.
Rodríguez ha espresso la sua «fiducia» nel fatto che l'iniziativa ottenga un sostegno internazionale maggioritario e ha denunciato quelle che ha descritto come pressioni da parte di Washington per modificare il senso di voto di altri paesi.
Durante il suo intervento, il diplomatico del regime cubano ha attribuito alle sanzioni statunitensi importanti effetti economici e sociali, presentando cifre ufficiali del Governo cubano riguardo alle loro conseguenze.
Secondo i dati presentati, i danni attribuiti all'embargo tra il 1 marzo 2025 e il 28 febbraio 2026 ammontano a 8.083 milioni di dollari, mentre le perdite accumulate nel corso dei decenni raggiungerebbero i 178.700 milioni di dollari a prezzi correnti.
L'ambasciatore ha inoltre assicurato che circa 7.000 container rimangono nei porti dei Caraibi senza poter arrivare a Cuba a causa della paura degli operatori commerciali per possibili sanzioni statunitensi.
Il rappresentante de L'Avana ha definito l'embargo «crudele» e «illegale» e ha sostenuto che le sue conseguenze danneggiano in particolare i settori più vulnerabili della popolazione cubana.
Il governo statunitense, da parte sua, mantiene le sanzioni all'interno della sua politica verso Cuba. Il suo quadro giuridico stabilisce condizioni per un eventuale sollevamento dell'embargo, relative, tra l'altro, a cambiamenti politici e garanzie di diritti e libertà fondamentali nell'Isola.
Durante il suo intervento, Rodríguez ha anche ricordato le dichiarazioni rilasciate da Leone XIV nel febbraio del 2026, quando il pontefice ha espresso la sua preoccupazione per l'aumento delle tensioni tra Cuba e gli Stati Uniti e ha invitato a promuovere il dialogo.
Il diplomatico ha menzionato anche le dichiarazioni del segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, riguardo alla difficile situazione umanitaria di Cuba.
Durante l'incontro con la stampa, l'ambasciatore ha anche ricordato che a gennaio del 2028 ricorreranno 30 anni della storica visita di Juan Pablo II a Cuba, avvenuta nel 1998.
Il diplomatico ha evocato la nota frase pronunciata da quel pontefice durante il suo viaggio: «Che Cuba si apra al mondo e che il mondo si apra a Cuba», e l'ha collegata alla richiesta delle autorità cubane di porre fine all'embargo statunitense.
Tuttavia, il messaggio di Giovanni Paolo II includeva anche un appello all'apertura della società cubana e trascendeva il contesto delle relazioni economiche con gli Stati Uniti.
Tras quella visita del 1998, Cuba ha ricevuto Benedetto XVI nel 2012 e Papa Francesco nel 2015. Se Leone XIV accettasse l'invito, diventerebbe il quarto pontefice a visitare l'Isola.
L'invito al pontefice arriva dopo diversi contatti di alto livello tra funzionari cubani, statunitensi e rappresentanti della Santa Sede nel corso di quest'anno.
Il 28 febbraio, León XIV ha ricevuto in udienza il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla, che ha viaggiato a Roma come inviato speciale di Miguel Díaz-Canel, nel contesto delle tensioni tra L'Avana e Washington.
L'incontro si è svolto dopo i contatti tra rappresentanti statunitensi e autorità vaticane, che hanno posizionato la Santa Sede come un interlocutore rilevante nelle trattative diplomatiche legate a Cuba.
In marzo, Parolin ha assicurato che il Vaticano ha compiuto passi per favorire una soluzione dialogata alla crisi cubana, sebbene abbia riconosciuto le difficoltà nel raggiungere risultati concreti.
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